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FESTIVAL DEL PROSCIUTTO

Edoardo Bennato: «Sarà un concerto ad alto contenuto di rock e blues»

07 settembre 2019, 05:03

Edoardo Bennato: «Sarà un concerto ad alto contenuto di rock e blues»

Pierangelo Pettenati

Nell’ambito del Festival del Prosciutto di Parma, stasera alle 21.30, sul palco in piazzale Celso Melli a Langhirano, salirà Edoardo Bennato, accompagnato da Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli alle chitarre, Raffaele Lopez alle tastiere, Arduino Lopez al basso e Roberto Perrone alla batteria. Le sue canzoni e le sue parole hanno colpito e segnato la mente di tante persone; parole che esprimono un pensiero sempre lucidissimo e disincantato, come dimostra l'artista in questa intervista per la Gazzetta di Parma.

La descrivono sia come rocker che come cantautore; c’è una definizione che la rappresenta di più, o nessuna la descrive con esattezza?
«Per quanto mi riguarda tendo a rifuggire da mere semplificazioni linguistiche, atte a classificare la musica... d’altra parte io faccio indubbiamente musica rock, laddove per rock si intende cercare di scardinare luoghi comuni, false convenzioni, morali spicciole».

Parlando invece del cantautore, questi, come figura sociale ha ancora un ruolo come nel passato? È giusto che prenda posizione in merito a quanto accade nel mondo?
«Nell’album “La torre di Babele” del ‘76 scrissi un brano ironico sul ruolo quasi messianico del “cantautore”. In estrema sintesi prendevo in giro anche me stesso! Però, se è vero che una canzone non può cambiare le regole del gioco, può invece accendere uno spot... sempre che “Mangiafuoco” la faccia ascoltare!».

Le sue non sono mai state «solo canzonette»; ha mai temuto di essere frainteso nel loro messaggio?
«Quando uscì il disco “Sono solo canzonette”, un po’ di tempo dopo, mi trovai sotto casa uno che si proclamava mio devoto fan. Dopo avermi chiesto di autografargli l’LP mi apostrofò concitatamente: “Edoardo non puoi dire che le tue sono solo canzonette... non è giusto sia per te che le scrivi, sia per noi che le compriamo!”... Era un mio fan e non aveva capito niente... figuriamoci gli altri!».

I suoi testi, anche quelli scritti 40 anni fa sono ancora assolutamente attuali; a cosa è dovuta questa loro longevità?
«Prendiamo il disco che due anni fa ho ricantato e risuonato in occasione dei 40 anni di “Burattino senza fili” aggiungendo al titolo “2017”.
Mi sono azzardato a rifarlo ex novo perché l’Italia di oggi
è ancora più Collodiana di
allora: siamo circondati da gatti e volpi, grilli parlanti
e sparlanti, Mangiafuoco è più che mai in attività e la
Fata è ancora quella che paga di più».

La fruizione della musica è totalmente cambiata; è però riuscita a mantenere la stessa importanza e la stessa valenza?
«Bisogna intendersi su un concetto base: la musica leggera serve ad evadere, non pensare, distrarsi ed ha certamente un suo ruolo. La musica rock fa l’esatto contrario, pur non rinunciando al divertimento, tenta di veicolare provocazioni, si nutre di tensioni e dei paradossi che sono davanti gli occhi di tutti».

Ai suoi concerti c’è solo chi è diventato grande con le sue canzoni o anche i più giovani?
«Ho la fortuna di avere un pubblico che attraversa le diverse generazioni, forse le “canzonette” piacciono ancora!».

Che concerto sarà quello Langhirano?
«Sarà un concerto ad alto contenuto rock e blues».

Lo spettacolo è promosso dal Comune di Langhirano e organizzato da Caos Organizzazione Spettacoli. Informazioni 0521-706214, info@arciparma.it.

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