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TRIBUNALE

Condannati i pusher violenti con il «tesoretto» nel greto

15 settembre 2019, 05:06

Condannati i pusher violenti con il «tesoretto» nel greto

Chi aveva bisogno di loro sapeva dove trovarli. Anche in quella zona della città in cui spesso regna il degrado. I carabinieri li avevano sorpresi lo scorso mese nel greto della Parma, vicino a piazzale Mattarella: un 50enne marocchino e un tunisino 43enne, amici che bivaccavano e custodivano il loro «tesoretto» in quell'angolo sulla riva del torrente. Un po' di eroina e qualche grammo di marijuana, ma anche un bel po' di banconote, quella merce preziosa da proteggere anche a costo di scagliarsi contro i carabinieri. Arrestati, l'altro giorno sono stati condannati per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale: 1 anno, 4 mesi e 20 giorni e 1 anno e 2 mesi per l'altro, le pene. Dopo la convalida erano rimasti in carcere e continuare a restare in cella, come richiesto dal pm Marirosa Parlangeli.

Impossibile quel giorno sfuggire al fiuto dei cani delle unità cinofile, anche se a dire il vero la droga non era stata certo nascosta in un posto introvabile: i 31 grammi di eroina e i 4 grammi e mezzo di marijuana sono stati trovati addosso ai due nordafricani. Che nelle tasche avevano anche 2.100 euro in banconote di piccolo taglio. E si sono mostrati pronti a tutto per difendere quel bottino, arrivando a prendere a calci e pugni i militari. Una reazione brutale: nonostante fosse chiaro che non avrebbero avuto alcuna possibilità di cavarsela, l'idea delle manette - e del carcere - ha fatto esplodere una rabbia violenta.

Ma quel giorno, oltre alla parte del greto della Parma, altre erano state le zone passate al setaccio dai carabinieri: Oltretorrente, via Langhirano e via San Leonardo. Controlli che avevano portato anche alla segnalazione in prefettura per uso di sostanze stupefacenti di due ragazzi parmigiani, di tre giovani albanesi e di un 35enne napoletano. r.c.

 

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