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PROTESTA

Macachi, il ricercatore Luca Bonini: «Ancora insulti ma il progetto prosegue»

15 settembre 2019, 05:05

Macachi, il ricercatore Luca Bonini: «Ancora insulti ma il progetto prosegue»

Le minacce e gli insulti ai ricercatori continuano ad arrivare ma nonostante tutto il lavoro prosegue: la sequenza di procedure e la ricerca delle Università di Parma e Torino vanno avanti in base al progetto approvato dal ministero. Luca Bonini, professore associato di neuroscienze e psicobiologia animale comparata dell'Ateneo di Parma, è capofila della parte parmigiana del progetto. Nelle ore in cui gli animalisti sfilano nelle strade di Parma, commenta: «Tutte queste persone presumo utilizzino farmaci e si rivolgano con fiducia ai medici e al pronto soccorso. E queste opportunità derivano necessariamente dalla sperimentazione animale. Così sarà finché non avremo metodi sostitutivi per tutti gli ambiti di ricerca».

Il tema è comunque molto delicato. «Possono esserci posizioni contrarie rispettabili ma la cosa che trovo discutibile - continua Bonini - è che queste posizioni possano accedere alla possibilità di valutare, di esprimere giudizi su progetti specifici senza conoscenze tecnico-scientifiche adeguate. E senza la possibilità di esprimere un giudizio libero. In ambito accademico, spesso rigettiamo articoli e progetti perché siamo in una posizione di libertà di giudizio. Dal punto di vista animalista invece nessun progetto che implichi sperimentazione animale potrebbe mai essere approvato». Tra l'altro, aggiunge il professore, «l'idea “classica” di vivisezione incarna una procedura su animali svegli, senza anestesia, che soffrono per questo. E questo è vietato dalla legge». Chi fa ricerca scientifica invece è legato a una normativa precisa e restrittiva, per quanto riguarda l'uso degli animali.

Quest'estate, ai ricercatori coinvolti nel progetto sono arrivati insulti e minacce, anche pesanti. Marco Tamietto, ricercatore dell’Università di Torino responsabile del progetto Lightup, ha ricevuto una busta con un proiettile e un messaggio minaccioso. Bonini si è trovato uno striscione sul cancello di casa. Anche nei suoi confronti continuano ad arrivare insulti, specie su pagine internet e social network. Rispetto alle scorse settimane, a Parma sembrano un po' calati, ma la pressione resta: i messaggi con gli insulti arrivano ancora. «Io e diversi altri destinatari abbiamo ricevuto e-mail da singoli, con un copia-incolla di testi e, in alcuni casi, l'aggiunta di insulti». Ne sono arrivati anche nei giorni che hanno preceduto la nuova manifestazione.

Gli Atenei di Parma e Torino, comunque, vanno avanti: «Il progetto prosegue - puntualizza Bonini -. Non c'è un “calendario” bensì una sequenza di procedure che devono svolgersi come approvato dal ministero». A.V.

 

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