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SALUTE

Influenza e polmoniti: adulti poco vaccinati

16 settembre 2019, 05:07

Influenza e polmoniti: adulti poco vaccinati

PIERLUIGI DALLAPINA

Sperare nella buona sorte non sempre è la scelta migliore. Soprattutto quando di mezzo c'è la salute e quindi, come recitava lo slogan di una pubblicità, prevenire è meglio che curare, magari vaccinandosi in tempo. Peccato che in città e provincia non tutti gli adulti - qui i bambini non c'entrano - si dimostrano attenti, facendo registrare percentuali di vaccinazioni più basse che nel resto della regione.

VACCINI, FARE SQUADRA

«Sulle vaccinazioni, Parma è sempre in coda alle classifiche dell'Emilia Romagna. Per migliorare queste percentuali credo che i medici di medicina generale, l'Ausl e i pediatri debbano fare più squadra», invita Paolo Cozzolino, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl, nel commentare il bilancio dell'attività condotta dal dipartimento nel corso del 2018. Il «fuoco di sant'Antonio», o herpes zoster, lo pneumococco e l'antinfluenzale sono tre dei vaccini che andrebbero somministrati di più fra gli adulti e gli anziani, soprattutto perché i primi due sono consigliati e sono anche gratuiti per gli over 65enni. «La sanità pubblica afferma che se ti vaccini hai più possibilità di vivere a lungo. Purtroppo questo è un concetto che si fa fatica a far passare. Dovremo lavorare di più sulla comunicazione», chiarisce, in modo sintetico ma estremamente efficace.

Passando dagli appelli ai numeri, l'Ausl fa sapere che l’area profilassi e malattie infettive, con vaccinazioni e consulenze sanitarie per viaggi internazionali, ha somministrato 4.587 dosi, mentre sono 3.056 le notifiche di malattie infettive come dengue, west nile, tubercolosi e salmonellosi, compreso un focolaio di legionella con 20 casi ed uno di morbillo con 30, per le quali il servizio ha garantito 5.990 interviste e 937 indagini epidemiologiche. A livello complessivo, le dosi di vaccini somministrate lo scorso anno sono pari a 29.780 unità.

CONTROLLI E PARMA 2020

Nel bilancio diramato dall'Ausl viene specificato che la Sanità pubblica ha intensificato i controlli in vista dell'appuntamento con Parma 2020, quando la città sarà capitale italiana della cultura. «Oltre il 25% delle attività ricettive di Parma e provincia, che si preparano ad un notevole afflusso turistico e di addetti ai lavori, sono infatti già state controllate dai tecnici in attività ispettive. Con Federalberghi, recentemente, i professionisti del servizio Igiene pubblica hanno condiviso modalità e strumenti di controllo a tutela degli ospiti di strutture ricettive, organizzando allo scopo uno specifico evento convegnistico».

Per effettuare la sua attività di controllo, il dipartimento può contare su 252 professionisti, tra cui 30 medici, 68 veterinari, 5 ingegneri, 2 chimici e 97 tra tecnici della prevenzione ed assistenti sanitari.

ALLEVAMENTI: LE ANALISI

 

Il Servizio veterinario - fa sapere l'Ausl - ha controllato 95 allevamenti suini (su 123 presenti nel territorio) e 989 allevamenti bovini (su 1.546). Le ispezioni sui processi produttivi (alimentazione, benessere, uso del farmaco, igiene delle produzioni, anagrafe degli animali) negli allevamenti suini hanno registrato 36 situazioni difformi (di gravità varia) pari al 38%. Per gli allevamenti di bovini, dalle ispezioni totali sono invece emersi 250 casi difformi, ovvero il 25% sul totale. All’interno dei 287 impianti di trasformazione carni presenti sul territorio provinciale sono state condotte 10.194 verifiche, portando all’individuazione di 370 non conformità (pari al 3,63% dei controlli). Gli impianti di riconfezionamento verificati sono invece stati 5.439, con una percentuale di non conformità del 3,09%. Sono 212, infine, i caseifici controllati (su un totale di 216): all’interno di queste unità aziendali sono state condotte 8.106 verifiche, che nel 4,05% dei casi (328) hanno individuato situazioni non conformi. L’attività di controllo del Servizio ha prodotto 81 provvedimenti sanzionatori tra allevamenti, macelli, macellerie, impianti di trasformazione ed attività di trasporto.

«Dalla nostra attività - commenta Cozzolino - è emerso che il settore agroindustriale è sempre più proiettato verso le esportazioni. Questo dimostra che nel settore food, all'estero, apprezzano sempre di più sia i nostri prodotti che il know how dei produttori, in quanto un Paese straniero, prima di aprire i propri mercati a nuovi prodotti alimentari, conduce numerose verifiche».

SALUTE E TERRITORIO

L’area Igiene del territorio e ambiente costruito ha garantito attività di sorveglianza sanitaria ed epidemiologia ambientale sull'inceneritore di Parma, sul focolaio di legionella, senza contare l'indagine nelle aree produttive di Solignano, Felino e Borgotaro. I sopralluoghi in scuole, alberghi, strutture sportive, sanitarie, socio-assistenziali sono state 956.

SPORT E DISABILITÀ

Altra fondamentale attività svolta dal servizio sono le visite di idoneità alla pratica sportiva (7.818) e la prescrizione ed il monitoraggio di attività fisica a soggetti con patologie croniche. Vanno considerate anche la medicina legale, con l’attività delle commissioni per l’accertamento della disabilità (1.112 sedute di commissioni e 10.092 visite), le visite di idoneità alla guida per soggetti con patologie (6.588), gli accertamenti ambulatoriali (7.455 visite), la certificazione per astensione anticipata dal lavoro per lavoratrici in gravidanza (666) e, infine, gli accertamenti necroscopici (1.635).

SICUREZZA SUL LAVORO

L’attività di vigilanza ha interessato 2.405 aziende, di cui 1.673 operanti in edilizia, con 1.022 cantieri ispezionati. In attesa di conoscere i dati dell'Inail sugli infortuni sul lavoro, Cozzolino ricorda che in Emilia Romagna, nell'ultimo periodo, fortunatamente non è stato registrato un picco di incidenti. La speranza è che il trend positivo continui e si allarghi a macchia d'olio.

 

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