Sei in Gweb+

CORNIGLIO

Manza al pascolo diventa il pasto dei lupi

22 settembre 2019, 05:05

Manza al pascolo diventa il pasto dei lupi

Beatrice Minozzi

CORNIGLIO - Evidenti segni di morsicature sulla schiena, lesioni al collo inferte in vita, ematomi nei punti di morsicatura e viscere asportate.

Luigi Noghera, veterinario dirigente del dipartimento di sanità animale dell’Usl di Parma, distretto di Langhirano, non ha dubbi: ad attaccare, uccidere e cibarsi di una manza gravida di due anni ritrovata nei boschi sopra la frazione cornigliese di Ballone è stato un lupo.

«Difficile stabilire se si tratti di un lupo o di un esemplare ibrido (un incrocio tra un lupo e un cane randagio ndr) – precisa Noghera, che ha stilato il verbale di accertamento – ma dai segni ritrovati sulla carcassa emerge chiaramente che si tratta di questo tipo di predatore».

«Sarà la decima volta che subiamo l’attacco dei lupi – spiegano Sergio e Antonio Toschi, a cui la manza sbranata dal lupo era stata affidata da un altro allevatore della zona -: pecore, capre, manze, non ce la facciamo più». La mucca, nel cui ventre stava crescendo un piccolo toro, è stata attaccata mentre era in un pascolo recintato. Il dottor Noghera suppone che la manza sia stata attaccata dai lupi mentre si trovava ancora nel recinto. Forse per scappare dal predatore – impossibile stabilire se si trattasse di un singolo o di un piccolo branco, anche se generalmente negli attacchi a prede di grandi dimensioni i lupi agiscono in branco – la manza ha rotto il recinto e si è diretta verso i boschi. Il predatore la ha quindi indirizzata in un canalone roccioso, dove è riuscito ad agguantarla e a finirla. Tra i segni trovati sulla carcassa, ritrovata da un fungaiolo dopo qualche giorno dalla scomparsa, si potevano notare segni di morsicature sulla schiena dell’animale e lesioni al collo, tutte inferte quando l’animale era ancora in vita, come dimostrano gli ematomi rinvenuti in corrispondenza dei morsi. «Il predatore, poi, ha asportato le viscere dalla carcassa – aggiunge Noghera – in modo da ritardare l’imputridimento della carne: chiaro segno che aveva intenzione di tornare sul posto per terminare il suo pasto». E in effetti la carcassa è stata ulteriormente spolpata nei giorni immediatamente successivi. In zona non sono rari gli avvistamenti di lupi.

«Ultimamente sono stati spesso avvistati tre esemplari adulti e un cucciolo – spiegano i Toschi -, magari sono proprio loro gli autori del massacro. Quel che è certo è che è ora di porre un rimedio a questa situazione: già si fa fatica ad allevare gli animali in montagna, se in più te li mangiano i lupi non ne vale la pena, visto che il risarcimento previsto non copre il valore totale del capo».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA