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San Pancrazio

Cento donazioni: Martone campione di generosità

23 settembre 2019, 05:05

Cento donazioni: Martone campione di generosità

VITTORIO ROTOLO

SAN PANCRAZIO

«Forse stenterà a crederci, ma io... ho il terrore dell’ago». Detto da uno che ha appena tagliato lo splendido traguardo delle cento donazioni di sangue effettuate, sembra a dir poco incredibile. Ed infatti Giovanni Martone coglie immediatamente lo stupore negli occhi del cronista.

Allora, rilancia: «Come ho fatto, in tutti questi anni? Basta voltarsi dall’altra parte, mentre l’operatore infila l’ago nel braccio ed il gioco è fatto» sorride questo simpatico signore di origini campane, iscritto all’Avis dall’ormai lontano 1984. La sacca numero 100 in carriera, si può dire che l’ha festeggiata in «famiglia». Già. Perché al centro prelievi di via Mori, Martone è praticamente di casa: all’attività di instancabile donatore attivo, da qualche tempo affianca pure quella di volontario, all’Avis San Pancrazio. «Fin da giovane, ho sempre nutrito un profondo interesse verso il volontariato» racconta. «Ed ora che sono libero da impegni lavorativi, posso dedicare maggiori energie a queste attività. All’Unitalsi, mi occupo del trasporto delle persone diversamente abili. All’Avis San Pancrazio, invece, il consiglio direttivo ha deciso di affidarmi un compito di grande responsabilità: il coordinamento dell’Area Sanitaria. Mi occupo di ricontattare i donatori in ritardo, quelli cioè che si dimenticano di sottoporsi al prelievo. C’è tanto lavoro da fare, qui. Per fortuna, al mio fianco, operano due persone generose e disponibili: Stefania Scaramuzza e Lauro Veratti. Insieme, formiamo una bella squadra».

«Dell’Avis San Pancrazio, Giovanni è un’autentica colonna» rimarcano l’attuale presidente Paolo Bocci e Salvatore Di Iorio, che il gruppo lo ha guidato per anni. Lui, Martone, si schermisce. «Ma quale colonna!» esclama con un’aria quasi imbarazzata. «Sono semplicemente uno dei tanti che si mette a disposizione della comunità. E in tali contesti, nascono pure splendide amicizie».

Grande appassionato di sport, Martone ha trasmesso pure ai suoi familiari la cultura del dono. «Uno dei miei due figli si è recentemente sottoposto alla visita di idoneità e mi auguro che presto possa cominciare a dare il suo contributo. Non è affatto vero che le nuove generazioni sono insensibili e indifferenti: vedo tanti ragazzi che dedicano il proprio tempo agli altri».È orgoglioso di essere entrato nel «Club dei centenari» dell’Avis San Pancrazio, Martone. Per lui, donare sangue è una gioia infinita. «Sapere che puoi fare del bene ad una persona che nemmeno conosci, è un qualcosa di meraviglioso. Ma - avverte - è un gesto che devi sentire dentro, altrimenti meglio lasciar perdere».

 

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