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Parla il questore Bonaccorso

L'autunno caldo dell'ordine pubblico

24 settembre 2019, 05:06

L'autunno caldo dell'ordine pubblico

Luca Pelagatti

Le gare dell'Atalanta al Tardini che si trasformano in tenzoni con gli ultras di Torino e Fiorentina nelle strade. La tensione per la manifestazione nazionale degli animalisti arrivati da ogni parte per chiedere la liberazione dei macachi. L'inizio, con il botto, del campionato del Parma calcio contro la Juventus. E ancora, il Salone del Camper e la sua invasione sui viali di migliaia di monolocali con le ruote. Senza dimenticare la Verdi Street Parade con il centro invaso di comparse, damine in costume e arie verdiane.

E' stato un settembre caldo per Parma. Non solo dal punto di vista climatico. E il questore Gaetano Bonaccorso, archiviata l'ultima sfida dei bergamaschi in trasferta, fa il punto su quanto fatto. Già guardando a quello che c'è da fare.

«E' stato un inizio di autunno impegnativo», ammette sorridendo. E quel sorriso sottintende: «tutto, per fortuna, è andato bene».

Nessun incidente, l'ordine pubblico garantito. E anche se il traffico, ogni tanto, ha viaggiato al rallenty, il bilancio è sicuramente positivo. «Il che non ci autorizza a rilassarci. Anzi. Perché nel nostro settore, quello della sicurezza, gli incidenti arrivano proprio quando si molla, anche solo per un momento, l'attenzione. Cedendo alla tentazione di credere di avere pensato a tutto».

Mentre, invece, la consuetudine a «prevedere tutto ciò che può accadere – è sempre il questore a spiegarlo – è la chiave per lavorare bene».

«Pensiamo alle sfide dell'Atalanta in città. Da parte di molti erano temute come occasioni di rischi gravi per la sicurezza e noi le abbiamo affrontate con il massimo impegno. Da mesi abbiamo organizzato tavoli tecnici e preparato minuziose strategie. Pronti, ogni volta, a ribaltare tutto per affrontare l'imprevisto».

Già, perché prevedere tutto è necessario. Ma, sfida nella sfida, non basta neppure questo. «Il nostro modo di agire prevede un approccio diverso: si analizzano tutte le possibili criticità, si cerca di stilare un piano dettagliato trovando ogni risposta. Ma poi, quasi sempre, accade qualcosa. E occorre reagire».

Un esempio lampante è quanto successo dopo la partita tra Atalanta e Torino: per i tifosi lombardi erano stati trovati i parcheggi nella zona dell'Auditorium Paganini ma il fulmine che ha danneggiato la struttura ha vanificato tutto. «Abbiamo dovuto trovare una soluzione per la partita con la Fiorentina: e abbiamo scelto di usare la zona intorno a via Toscana. Qualcuno degli abitanti se n'è lamentato. Ma occorreva agire e non c'erano alternative».

Un problema risolto? Solo in parte. Perché Bonaccorso prosegue: «Ogni giorno è diverso dall'altro. Oltre al problema del parcheggio la gara con la Fiorentina, ritenuta a livello tre di pericolosità dall'Osservatorio per gli eventi sportivi, ci ha messo davanti un'altra prova: la partita si doveva svolgere proprio quando il Salone del Camper chiudeva i battenti».

Pare poco cosa: ma dodicimila camperisti che lasciano la città mentre arrivavano diecimila atalantini significava alimentare l'ingorgo perfetto. Quello in cui si infilano i tifosi viola in cerca di occasioni per menare le mani. Facile immaginare come sarebbe potuta andare a finire.

«Invece tutto si è svolto per il meglio anche grazie al controllo dal cielo. Il serpentone di mezzi in arrivo da Firenze è stato monitorato con un elicottero che ha controllato che non ci fossero intoppi. Come altre volte è accaduto per mezzo di un occhio in più dall'alto».

Una presenza, quella dell'elicottero durante gli eventi sportivi, che parecchi in città hanno criticato.

E che, invece, il questore difende come fondamentale. «Si tratta di uno strumento utilissimo nelle situazioni complesse: permette di controllare quello che accade come sarebbe impossibile fare da terra, avendo un quadro complessivo della zona.

Ma non solo: i moderni elicotteri hanno strumenti tecnologici che documentano e registrano quello che succede a terra. E questi dati sono fondamentali per una eventuale opera di sanzione». In altri termini: chi si presenta pregustando di poter fare danni per strada sa che è alto il rischio di essere ripreso. Quindi di doverne rispondere in sede giudiziaria. E anche questa è prevenzione. «Ovviamente noi - continua il questore - ci rendiamo conto che questo enorme dispositivo di controllo possa creare qualche fastidio ai cittadini. E ovviamente chiediamo scusa del disturbo. Ma deve essere chiaro che la difesa dell'ordine pubblico significa tutela del bene pubblico. Di tutti noi».

Una riflessione che Bonaccorso sostiene spiegando che dietro lo spiegamento di mezzi e divise e transenne si nasconde un bene più grande. Tanto che dalla tattica operativa si finisce per passare ad un altro livello. «Una città come Parma deve essere orgogliosa di ospitare eventi importanti ma qui ci sono in gioco anche altri valori: noi operando perché si possano svolgere appuntamenti sportivi di livello nazionale o manifestazioni di grande visibilità, difendiamo la libertà di tutti. Di coloro che manifestano e di chi non è d'accordo, di chi segue lo sport e di chi non lo segue. In fondo anche questo è un grande esercizio di democrazia».

Ma poi, alla fine, è sui dettagli che si inciampa nella quotidianità. E il questore di Parma lo sa benissimo.

«I grandi eventi prevedono sempre delle forme di compressione per i cittadini. Il nostro scopo è cercare di trovare un equilibrio tra i sacrifici richiesti e le esigenze della sicurezza. E giorno dopo giorno facciamo degli sforzi. Pensiamo ad esempio alla collocazione dei bus dei tifosi ospiti durante le partite: prima occupavano completamente via Pezzani creando intralcio ai residenti. Ora, li abbiamo spostati in via Torelli ma per farlo abbiamo dovuto installare una nuova grata in via Puccini. Perché ripeto: noi vogliamo interferire il meno possibile con la vita dei parmigiani. Ma dobbiamo nello stesso tempo garantire la loro sicurezza».

E anche se sarebbe bello avere strumenti per risolvere tutti i problemi il principio di realtà obbliga a «tenere conto di quello che si ha a disposizione. E lavorare con quello». Anche perché se l'autunno è stato caldo il futuro non si preannuncia di certo freddo. «Ci aspetta l'appuntamento di Parma 2020 e noi siamo pronti a viverlo. Facendo del nostro meglio come sempre. Cercando le soluzioni più adatte per l'ordine pubblico. E per il bene di tutti».

 

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