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ELEZIONI

Regionali: i candidati e la mappa delle alleanze

24 settembre 2019, 05:07

Regionali: i candidati e la mappa delle alleanze

Pierluigi Dallapina

Il momento delle certezze è arrivato: gli emiliano romagnoli saranno chiamati alle urne domenica 26 gennaio 2020. La conferma è arrivata ieri al termine dell'incontro tra il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e il presidente della Corte d'Appello di Bologna, Giuseppe Colonna. Con la data fissata sul calendario tutte le forze politiche possono partire con la campagna elettorale.

IL CENTROSINISTRA

La riconferma o meno di Bonaccini alla guida della Regione ruota attorno all'asse Pd-5 Stelle, sulla scia di quanto sta accadendo al Governo e dell'alleanza per le regionali in Umbria. Lo schema, dettato dalla necessità di tenere testa alla Lega, prevede un allargamento anche alle liste civiche, che a Parma significano Italia in Comune di Federico Pizzarotti (che però non dovrebbe candidarsi e che deve incassare l'addio del coordinatore regionale, Serse Soverini). Il flirt fra Bonaccini e il sindaco di Parma va avanti da tempo, mentre è più recente il suo avvicinamento al M5S, al quale però dovrà far digerire un ex attivista ingombrante come Pizzarotti. A quanto pare, le modalità di questa alleanza spinosa verranno decise non solo a Bologna ma anche a Roma. C'è chi dice che ne discuteranno Zingaretti (Pd) e Di Maio (M5S), con il coinvolgimento del premier Conte, perché dovesse cadere la Regione – ritengono in molti – sarebbe a rischio lo stesso Governo giallo-rosso.

SEGRETARIO CERCASI

Stringendo il campo su Parma, i tre consiglieri Pd uscenti (Barbara Lori, Alessandro Cardinali e Massimo Iotti) viaggiano verso la ricandidatura. In lista potrebbero esserci Gabriella Corsaro (responsabile organizzativo del Pd) e l'assessore del Comune di Fidenza, Davide Malvisi. Ma i dem della città e della provincia devono risolvere anche la grana del segretario provinciale: Nicola Cesari si è dimesso per andare con Italia Viva di Renzi (partito che dovrebbe restare fuori dalla competizione elettorale) e per il suo posto si vocifera il nome di Fabio Moroni, presidente dell'assemblea provinciale. L'idea è comunque quella di trovare il sostituto di Cesari entro metà ottobre.

IL CENTRODESTRA

La Lega vuole imporsi come la locomotiva che trainerà le carrozze del centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia e Cambiamo) verso la conquista della Regione. La candidata giusta per fare l'impresa sarebbe l'ex sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni. Sarebbe, perché se per il Carroccio non ci sono dubbi, Fratelli d'Italia (che a Parma candiderà l'ex coordinatore provinciale Massimo De Matteis) non sembra volerlo accettare supinamente, mettendo sul piatto l'alternativa dell'avvocato Galeazzo Bignami, volto tra i più rappresentativi nel panorama della destra emiliano romagnola. Sull'appuntamento con le urne è arrivato l'intervento a gamba tesa di Fabio Rainieri, consigliere regionale leghista verso la ricandidatura. «L’ennesimo giochino di palazzo da parte della sinistra per prendere tempo e quindi cercare di gestire meglio la scissione renziana e soprattutto proseguire una non semplice trattativa per un’alleanza con i 5 Stelle, in Emilia-Romagna ancora più innaturale e ipocrita che altrove». Duro anche il commento del segretario provinciale della Lega, Emiliano Occhi: «Scappano dal voto a Roma, scappano dal voto a Bologna. Un partito che si proclama democratico è terrorizzato dalle elezioni democratiche». Francesca Gambarini, componente del comitato nazionale di Cambiamo, è lapidaria: «A noi i loro giochetti non interessano. A noi interessa che la Regione Emilia Romagna possa finalmente avere l'opportunità di provare un Governo libero da vincoli ideologici».

IL PRESIDENTE E LA SFIDANTE

Quella del 26 gennaio è «una data che, oltre a rientrare nei limiti temporali fissati dalla legge, permetterà a queste Regione di approvare il bilancio 2020/2022, evitando così quell’esercizio provvisorio che invece ne limiterebbe la capacità di funzionamento e di spesa a danno di cittadini e imprese, comuni e associazioni del nostro territorio», afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Immediato l'attacco della sfidante leghista, Lucia Borgonzoni. «Anche in Emilia Romagna, purtroppo, i giochi di palazzo hanno la precedenza rispetto agli interessi dei cittadini. Altro che legge di bilancio, quella di Bonaccini è solo una scusa: da parte sua e della sinistra nessun rispetto per gli elettori, tenuti in ostaggio per fare inciuci». Accuse che Bonaccini non ha lasciato cadere nel vuoto. «La mia sfidante non ha perso l'occasione nemmeno stavolta di ricorrere all'insulto personale. Non intendo scendere a quel livello, perché per me in politica ci sono avversari da battere, non nemici da abbattere, e la buona educazione dovrebbe essere la premessa di ogni impegno istituzionale». Bonaccini poi confessa: «Alla luce dei sondaggi regionali degli ultimi giorni, peraltro, in diversi mi avevano raccomandato di anticipare il voto per la fine di novembre, per capitalizzare il distacco di consenso che mi separerebbe da Borgonzoni e da altri candidati dalla destra».

 

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