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TRIBUNALE

Salso, cadde dal ponte di Case Passeri: donna chiede 180mila euro

09 ottobre 2019, 05:02

Salso, cadde dal ponte di Case Passeri: donna chiede 180mila euro

Era il 2016 e stava partecipando alla camminata non competitiva inserita nella manifestazione della «Magica notte degli spaventapasseri»: attraversando il ponte sul torrente Stirone che divide i Comuni di Salsomaggiore, nel Parmense, e di Vernasca, nel Piacentino, era caduta dal manufatto precipitando nel greto e riportando gravi ferite. A distanza di tre anni, quell’episodio avrà un epilogo in tribunale dal momento che la donna ha chiesto alla Provincia di Piacenza, che dopo gli accertamenti è risultata competente per la manutenzione dell’infrastruttura, 180mila euro di risarcimento danni. Era un sabato sera di fine luglio del 2016: la donna, all’epoca 60enne, ex infermiera, stava partecipando col marito alla camminata notturna, organizzata dagli Amici di Scipione e Case Passeri quando, poco dopo le 23, attraversando il ponte sul torrente Stirone che divide il confine piacentino da quello parmense nei pressi della località di Case Trabucchi, camminando sul margine della carreggiata mise un piede in fallo, perdendo l’equilibrio in modo tale da precipitare nell’alveo del torrente da un’altezza di una decina di metri, nonostante la presenza della ringhiera che fungeva da parapetto.

Un volo che avrebbe potuto avere conseguenze mortali ma che per fortuna si risolse in modo diverso. Spaventati e sbigottiti, il marito e i compagni di camminata chiamarono immediatamente i soccorsi e sul posto arrivarono i militi dell’assistenza pubblica salsese e il medico a bordo dell’automedica da Fidenza. Contemporaneamente, visto che la donna si trovava sull’alveo del torrente lamentando dolori e contusioni in varie parti del corpo e nell’impossibilità di muoversi, vennero allertati i vigili del fuoco di Fidenza, giunti sul posto con un mezzo dotato dell’attrezzatura necessaria per recuperare in sicurezza la donna. Quest’ultima, con tutte le cautele del caso venne imbragata e riportata sul ponte e successivamente trasportata all’ospedale Maggiore di Parma. Dopo i primi accertamenti, venne trasferita nel reparto di terapia intensiva: dopo il miglioramento delle sue condizioni, dovette comunque sottoporsi a continui ricoveri ospedalieri per tre mesi.

Ora, a distanza di tre anni, la donna, rappresentata e difesa dall’avvocato salsese Marco Cabrini, del foro di Parma, e dall’avvocato piacentino Massimo Solari, e la Provincia di Piacenza, che si avvale degli avvocati Angelo Perini, Andrea Perini e Andrea Vitelli della città della lupa, si troveranno di fronte a novembre nella prima udienza fissata dal giudice per discutere sulla richiesta di risarcimento danni, circa 180mila euro, avanzata dall’ex infermiera. Qualora venisse dimostrata la responsabilità della Provincia nessun costo sarà addebitato all’ente in quanto il risarcimento verrà effettuato dall’assicurazione.

M.L.

 

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