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QUALITÀ DELL'ACQUA

Nuovi impianti e controlli

14 ottobre 2019, 05:07

Nuovi impianti e controlli

ANDREA VIOLI

 

Investimenti per quasi 85 milioni e mezzo in tutta la provincia negli ultimi quattro anni. E 4 milioni di metri cubi d'acqua risparmiati nell'ultimo quinquennio. Se le cifre parlano, queste descrivono la situazione degli acquedotti a Parma e provincia.

Nel nostro Paese, si dice spesso, c'è un problema di infrastrutture da ammodernare e di acqua che si disperde lungo il percorso dai pozzi ai rubinetti. A Parma la manutenzione degli acquedotti prevede un piano di investimenti pluriennali approvati dall'Atersir (Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti). Il «Piano d'ambito» in vigore copre il periodo 2012-2019. Ed è in fase di definizione il programma per i prossimi anni. Gli interventi previsti sono di vario genere: dalla sostituzione di tratti di rete idrica ai sistemi di contabilizzazione dell'acqua, dalla manutenzione dei depuratori alle reti fognarie.

Nel periodo 2016-2019 gli investimenti programmati nei comuni di competenza di Iren ammontano a 68.529.500 euro (di cui 16.817.000 euro solo quest'anno). Nello stesso periodo, Emiliambiente Spa ha programmato 12,5 milioni euro di investimenti (di cui 2,9 milioni quest'anno), mentre Montagna 2000 ha programmato lavori per 4.453.000 euro (di cui 1.085.000 nel 2019). Queste cifre di Montagna 2000 comprendono il territorio di Berceto, dove il Comune ha fatto richiesta di gestire autonomamente il servizio idrico.

Ma quanta acqua usano i parmigiani, ogni anno? Da Iren rispondono che il consumo supera abbondantemente quota 20 milioni di metri cubi solo in città. Nel tempo, tuttavia, il consumo è diminuito. Queste le cifre della multiutility: nel 2015, 26.218.303 metri cubi; 25.822.903 mc nel 2016; si scende a 23.644.690 nel 2017, per arrivare a 22.491.249 mc nel 2018. Per quest'anno la proiezione indica un consumo inferiore a 22 milioni di metri cubi (a fine agosto 2019 erano stati immessi circa 300mila mc d'acqua in meno rispetto allo stesso periodo del 2018).

«La grande riduzione dei volumi di acqua immessa in rete a Parma - spiega Iren - è frutto di un importantissimo progetto di distrettualizzazione (ossia creazione di zone monitorate per rilevare le eventuali perdite), ricerca dedicata delle perdite idriche e razionalizzazione delle pressioni di rete iniziato sulla città tre anni fa. Passare in cosi poco tempo da 26 milioni a meno di 22 milioni di metri cubi immessi, con peraltro positive conseguenze dirette sia dal punto di vista del prelievo in falda che da quello del consumo di elettricità per il sollevamento, è stato un gran risultato. Sono stati spenti pozzi che prima lavoravano in continuo con relativo risparmio energetico. Questo obiettivo raggiunto rappresenta un esempio concreto del lavoro che Ireti sta portando avanti su tutti i territori e sugli acquedotti gestiti nel rispetto e tutela dell'ambiente e della risorsa idrica».

La rete idrica è ampia e ha bisogno di costante manutenzione. Ordinaria e straordinaria: è capitato, anche in città, che si rompessero tubature, con l'allagamento della strada. «Ci sono vari piani di investimento - aggiunge Iren - sia per potenziamenti che per sostituzione reti. A volte sono dovuti ad ammaloramento delle stesse (ad esempio le reti della zona delle vie dei Passi, attualmente in corso di riqualificazione), a volte concomitanti ai lavori del Comune, e molto spesso perché previsti dal piano Ato (esempio l’estensione di via Croce dei Morti a Sorbolo). A questo proposito, lo strumento fondamentale di programmazione è il Piano d'ambito del bacino territoriale di Parma. Definisce in particolare il programma degli interventi, il modello gestionale ed organizzativo e il piano economico finanziario».

 

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