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CORRUZIONE

Regali in cambio di soffiate: a processo commercialista e finanziere

16 ottobre 2019, 05:08

Regali in cambio di soffiate: a processo commercialista e finanziere

GEORGIA AZZALI

Gli abbonamenti per la palestra, la riparazione a un prezzo super conveniente dell'auto e le gomme nuove, oltre che un bello sconticino per una pratica dal notaio. Tanto sarebbe bastato per farsi rivelare alcune informazioni preziose (e assolutamente riservate) sulle indagini che la Finanza stava portando avanti. Da una parte il commercialista Giuseppe Capasso, dall'altra il sottufficiale delle Fiamme gialle, Pasquale Zampelli. Il professionista, 52 anni - poi coinvolto nelle maxi inchieste sulle frodi dei fratelli Zinno e dell'imprenditore Sabbatino - avrebbe voluto sapere cosa stava emergendo su di lui. E il finanziere avrebbe incassato e spifferato. Accusati di corruzione, ieri sono stati rinviati a giudizio dal gup Mattia Fiorentini, come richiesto dal pubblico ministero Paola Dal Monte. Zampelli, 36 anni, deve rispondere anche di falsità materiale e ideologica e truffa.

Toccherà ai giudici scavare nei rapporti tra il maresciallo e il commercialista. Certo è che tra il 2015 e il 2016, quando la Finanza aveva acceso i riflettori su Capasso, Zampelli (successivamente trasferito in un'altra città) faceva parte del Nucleo di polizia tributaria di Parma, il reparto che stava portando avanti le indagini. Ma tra i due le chiacchiere si sarebbero concentrate spesso su quanto le Fiamme gialle andavano via via scoprendo. Uno scambio di informazioni, ma anche di regali e favori, secondo l'accusa. Nel dicembre del 2015 Capasso sarebbe riuscito a ottenere un buon prezzo per Zampelli dal notaio Pasqualino Visconti, il professionista, allora con studio a Noceto, poi coinvolto nell'inchiesta sulla maxi frode dei fratelli Zinno. Il sottufficiale avrebbe infatti risparmiato oltre 1.000 sull'onorario del notaio per un atto ereditario che riguardava alcuni suoi familiari. E tutto - secondo la procura - grazie alla buona parola di Capasso, amico di Visconti.

Ma anche l'anno dopo i rapporti «pericolosi» tra il commercialista e il finanziere sarebbero continuati: a marzo Zampelli avrebbe speso la metà di quanto dovuto per alcuni lavori sulla sua auto, perché Capasso sarebbe riuscito, contattando l'officina, a farli rientrare nella garanzia, che in realtà non sarebbe stata applicabile. Sempre in quel periodo il commercialista si sarebbe fatto carico del servizio di carroattrezzi per la macchina del maresciallo. Che un mese dopo avrebbe risparmiato anche sugli pneumatici, potendo contare su un treno di gomme pagato da Capasso.

Dalla messa a punto dell'auto a quella del corpo. Perché il commercialista avrebbe pensato anche a questo, regalando a Zampelli due abbonamenti per la palestra del valore totale di 1.588 euro.

Ma i problemi per il sottufficiale delle Fiamme gialle non sono finiti, perché tra giugno e agosto del 2016 avrebbe falsificato il foglio di servizio. In quei due mesi, secondo gli accertamenti degli inquirenti, il maresciallo avrebbe segnato alcune ore - sia di servizio negli orari ordinari sia di straordinario - durante la quale in realtà non avrebbe lavorato. Il danno totale? Poco più di 325 euro.

Ma al di là delle cifre, il problema è lo scambio di favori tra Capasso e l'uomo delle Fiamme gialle. Vero o falso quel «do ut des»? Il processo prenderà il via alla fine di aprile. E spetterà al tribunale stabilirlo.

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