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Salute

Bimba dalla Tanzania per curarsi da un tumore

17 ottobre 2019, 05:05

Bimba dalla Tanzania per curarsi da un tumore

MONICA TIEZZI

È stata operata nella neurochirurgia dell'ospedale Maggiore, ed è ora ricoverata all'Ospedale del bambino, in oncoematologia pediatrica, Grace, una bimba tanzaniana di quattro anni arrivata a Parma con una diagnosi di tumore cerebrale. Con lei la mamma Helena Nashon Sindano, 42 anni, infermiera specializzata, mentre il papà è rimasto in Tanzania con l'altro figlio della coppia.

A Grace è stato riscontrato un tumore al lato destro della testa dopo un periodo di febbre alta, nel settembre 2018. A marzo la piccola è stata operata a Dar El Salaam, capitale della Tanzania. Ma gli esami successivi all'intervento hanno mostrato che la massa tumorale non era stata completamente asportata.

La mamma della bambina è la direttrice di un piccolo presidio ospedaliero di una zona rurale nel nord della Tanzania, parla bene inglese e per motivi di lavoro ha conosciuto medici occidentali (fra i quali due dottoresse italiane, la parmigiana Francesca Atim Molinari, che lavora nell'infettivologia dell'ospedale Maggiore, e Noemi Bazzanini, che lavora all'ospedale di Reggio Emilia) che hanno prestato servizio come volontari nella struttura.

Quando i medici scoprono la malattia della bambina, il legame professionale con le dottoresse italiane diventa anche affettivo e di solidarietà: bisogna aiutare Grace e la sua famiglia.

Viene coinvolta l'associazione «Help for children», la Regione Emilia Romagna e l'ospedale Maggiore.

«La Regione ha mostrato grande disponibilità e in tempi rapidi è stato aperto un protocollo sanitario per risolvere i problemi burocratici della trasferta di Grace. Help ha poi fornito l'assistenza per le pratiche amministrative e i visti, collaborando con l'ambasciata italiana di Dar El Salaam, e ha organizzato i viaggi per Grace e la mamma» spiega Giancarlo Veneri, oggi segretario di Help for children e a lungo presidente dell'associazione che oggi vede a capo Enrico Pelassa.

Grace è arrivata a Parma il 26 settembre ed è subito stata visitata da Ermanno Giombelli, direttore della neurochirurgia dell'ospedale Maggiore, che ha preso a cuore il caso della bambina.

Dopo alcuni giorni, necessari per effettuare gli esami preliminari, Grace è entrata in sala operatoria e vi è rimasta per quattro ore: la massa era in una zona delicata e i rischi erano alti.

«Il tumore era già stato trattato, ma in modo insufficiente. L’intervento ha visto coinvolte l’équipe dell’oncoematologia pediatrica, diretta da Patrizia Bertolini, della neurochirurgia, e la 1ª anestesia e rianimazione diretta da Sandra Rossi. Tutto è andato secondo le previsioni e la piccola ora sta bene, anche se per dire la parola definitiva bisognerà attendere tutto il decorso post-operatorio», spiega Giombelli.

Eloquente la foto che vedete sopra, la cui pubblicazione è stata autorizzata dalla mamma della piccola paziente: Grace sorride dal suo letto, la testa fasciata, impegnata con i giochi che ha ricevuto in regalo. «È una bambina allegra e vivace. Parla tanto con la mamma, in lingua swahili, ed è spigliata» dice Veneri.

Le condizioni post operatorie di Grace sono andate costantemente migliorando e ora si comincia a parlare di dimissioni dall'oncoematologia pediatrica. La bambina rimarrà comunque costantemente seguita dai medici del reparto. Nel frattempo, la mamma è ospite a casa della dottoressa Francesca Molinari.

«E' difficile esprimere le sensazioni positive delle conoscenze e dei rapporti con le persone che fanno parte di questa avventura, e l’intensità delle emozioni che la piccola Grace e la sua straordinaria mamma hanno generato - dice Veneri -. Dietro queste storie ci sono persone speciali ed istituzioni che si sono messe in gioco e hanno collaborato: Regione, ospedale, volontari, medici. Persone che hanno la forza di lottare, di non darsi per vinte, di percorrere tutte le vie possibili. Sono percorsi inimmaginabili nei loro contesti locali, spesso impossibili, ma a volte si aprono porte inaspettate. In questo caso la mamma di Grace ha dimostrato uno spessore umano straordinario, ben collocato in un carattere umile e riservato, ma aperto al rapporto e al confronto».

 

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