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MEDESANO

Patteggiamento (e pena sospesa) per l'automobilista che travolse e uccise il comandante Dodi

18 ottobre 2019, 05:06

Patteggiamento (e pena sospesa) per l'automobilista che travolse e uccise il comandante Dodi

GEORGIA AZZALI

MEDESANO Una delle tante sere passate a pattugliare quel tratto di provinciale. Routine faticosa, a volte. Ma il pensiero del pericolo è un'ombra che cerchi di scacciare subito. L'ultimo alt è invece costato la vita a Mauro Dodi, 49 anni, comandante della polizia municipale di Medesano. Travolto e scaraventato contro un muretto di cemento, il 29 settembre 2017, da una Opel Meriva che sfrecciava a più di 100 km all'ora, nonostante in quel tratto ci fosse il limite dei 50. L'automobilista, un operaio 38enne che subito dopo era stato arrestato, rimanendo ai domiciliari per poco più di due mesi, ieri ha patteggiato 2 anni per omicidio stradale davanti al gup Micucci. Il giudice gli ha concesso la condizionale, ma ha anche stabilito la sospensione per due anni della patente. I familiari di Dodi potranno poi decidere di farsi avanti con la causa civile, ma nel frattempo è stato deliberato un primo risarcimento da parte dell'assicurazione.

Così rapida e assurda la trama di quella sera di inizio autunno. La pattuglia guidata da Dodi si era sistemata in via Repubblica, poco prima di Felegara, parcheggiando l'auto all'interno dell'area di servizio Eni (in direzione Fornovo). Tra le macchine fermate anche una Fiat Bravo, con a bordo due giovani: pochi minuti per controllare patente e libretto, poi il via libera. Sono le 23 circa, ma quando la macchina esce dall'area di servizio e si immette sulla provinciale viene centrata dalla Opel Meriva che sta arrivando. L'auto si schianta contro la Bravo e travolge anche Dodi, che aveva alzato la paletta per bloccare l'auto spostandosi immediatamente sul lato destro. Il comandante viene scaraventato sul selciato dall'altra parte della carreggiata, sotto il muretto del giardino di una casa. La Opel finisce invece ruote all'aria pochi metri più avanti, dopo aver centrato un palo della luce.

«Non l'ho visto», aveva gridato l'automobilista disperato subito dopo lo schianto. Ma quella sera stava pigiando forte sull'acceleratore. Aveva anche bevuto qualcosa, tuttavia gli esami poi effettuati dal Centro specialistico di Modena hanno stabilito che il tasso alcolemico (inizialmente risultato poco sopra il limite di 0,80 per litro) era entro la soglia prevista dalla legge.

Solo qualche ferita lieve per l'operaio e per gli altri due giovani a bordo della Bravo. Il cuore di Dodi, invece, resisterà solo per alcune ore.

 

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