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INIZIATIVA

Spip, aziende in comitato per «rigenerare» il quartiere

18 ottobre 2019, 05:02

Spip, aziende in comitato per «rigenerare» il quartiere

GIAN LUCA ZURLINI

Trasformare l'area industriale dello Spip in una zona vivibile e in cui la presenza delle imprese insediate (oltre una novantina) si coniughi con la qualità dei luoghi e della vita delle tante persone che ogni giorno vi si recano per la vorare. E in prospettiva rendere lo Spip (per il quale si sta pensando anche a un nuovo nome) un altro dei fiori all'occhiello di Parma grazie alla «chiave» della produttività e dell'ingegno della propria classe produttiva con lo strumento pensato questa volta non in chiave critica ma propositiva.

COSTITUITO IL COMITATO

Nei giorni scorsi è stato infatti costituito ufficialmente quello che è stato chiamato «Comitato per la rigenerazione dell’Area produttiva Nord della città di Parma (lo Spip appunto) e delle aree limitrofe, come quelle che insistono su via Forlanini. Le aziende che hanno costituito il comitato sono Bonatti, Camst, CittàLab, CFT, Gelmini, Iren, Max Stricher, Mahle, Opem, Proges, Salvatore Robuschi, Raytech, alle quali si sono aggiunte Rizzoli Emanuelli, Famar e altre si aggiungeranno a breve. Ombretta Sarassi di Opem, da cui è partita l'idea di attivarsi per una «rigenerazione» dell'immagine dello Spip, è stata nominata presidente del comitato che ha già iniziato la propria attività e nelle prossime settimane attuerà le prime iniziative.

SARASSI: MIGLIORARE LO SPIP

È proprio Ombretta Sarassi a spiegare lo scopo che l'ha portata a costituire questo comitato e a proporla alle altre aziende insediate nell'area produttiva: «Parma ha un'immagine forte legata al suo centro storico e alle sue bellezze, ma ha anche “gioielli” in periferia come il Campus universitario. Guardando allo Spip ho pensato che questa area produttiva, ancora molto vivace e con aziende importanti e innovative che vi si sono insediate di recente, dovrebbe diventare un esempio di come Parma sappia abbinare qualità delle proprie produzioni a qualità della vita». Per questo l'imprenditrice, da sempre impegnata con la propria azienda in numerose attività a supporto del territorio parmense e delle sue attività, ha incaricato gli architetti Simona Melli e Vera Bosutti di elaborare un progetto che puntasse a rendere l'area un moderno Eco district.

«PORTEREMO PROPOSTE»

Ombretta Sarassi spiega che «questo comitato nasce per essere il più aperto possibile e ci auguriamo che nei prossimi mesi aderiscano anche altre aziende, che sono le benvenute fra noi per il contributo di proposte e idee che porteranno. La posizione di fondo che portiamo avanti è infatti quella di un comitato che vuole essere non di sterile protesta, ma di proposta e di confronto con gli enti pubblici, ma anche con i privati interessati. E l'obiettivo è quello di iniziare per gradi per arrivare a fare dello Spip, che ne ha tutte le potenzialità, un quartiere industriale-modello che sia un vanto anche per i parmigiani che oggi invece lo conoscono poco».

I PRIMI IMPEGNI

Per quanto riguarda le priorità Ombretta Sarassi ha le idee chiare: «Con il Comune abbiamo già un dialogo aperto e una delle prime cose, chiaramente, sarà di richiedere una migliore manutenzione delle strade. Ma la strategia è quella di procedere per piccole migliorie, partendo dalla cura delle parti di propria competenza da parte delle aziende e poi risolvere per gradi i problemi, come quello degli allagamenti e delle strutture di servizio».

VERDE E KM ZERO

All'interno del progetto elaborato «che è già pronto e con il quale andremo a confrontarci - prosegue Sarassi - con tutti coloro che sono interessati, c'è l'idea di dare una maggiore eco sostenibilità al comparto, con la scelta di essenze verdi adeguate. E contiamo di poter essere parte attiva anche della candidatura al Green Award del 2022. Con gradualità porteremo poi avanti anche le istanze per il miglioramento dei servizi pubblici, pensando anche a servizi per i lavoratori, come un asilo nell'area e servizi di trasporto pubblico più capillari».

IL CAMBIO DEL NOME

Una delle prime proposte che verrà portata avanti sarà «quella del cambio del nome, che adesso è una sigla poco comprensibile. Ci stiamo già pensando e vogliamo arrivare - prosegue l'imprenditrice - a un nome che sia facile da ricordare e abbia un richiamo immediato con la città. Perché quello che vogliamo è non essere più parte separata ma integrante della città, anche perché si tratta di un'area industriale con grandi potenzialità che pensiamo di poter incentivare migliorando la qualità dei servizi e delle infrastrutture».

Ombretta Sarassi chiude chiarendo che «il comitato non nasce per realizzare un sogno, ma per dare un valore aggiunto alla città di Parma e dare un'immagine migliore possibile anche ai tanti stranieri che ogni giorno arrivano allo Spip per motivi di lavoro. E sono convinta che, con l'aiuto di tutti, ce la faremo».

 

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