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Trecasali

Stefania: «Voglio sapere la verità sulla morte di mio figlio»

18 ottobre 2019, 05:05

Stefania: «Voglio sapere la verità sulla morte di mio figlio»

CRISTIAN CALESTANI

«Dopo 3 anni non so ancora tutta la verità sulla morte di mio figlio Michele».

Le parole, disperate, sono quelle di Stefania Boselli, la madre di Michele Minghelli Vaini, 38enne parmigiano - per 13 residente a Ronco Campo Canneto di Sissa Trecasali - che morì a Santo Domingo durante una vacanza nei giorni di Natale del 2016.

Michele, di professione cuoco, era arrivato nel paese latinoamericano alla fine di agosto del 2016 per una lunga vacanza dopo gli impegni lavorativi.

Poi in ottobre era stato ricoverato in ospedale a Santo Domingo per anemia cronica, secondo quanto disse lui stesso alla madre. Nei giorni di Natale il decesso, in circostanze mai del tutto chiare per mamma Stefania, oggi assistita dall’avvocato Claudio Falleti.

«Michele era di sana e robusta costituzione, ma morì di arresto cardiaco e setticemia collasso polmonare - spiega l’avvocato -. Chi lo stava assistendo sul posto sparì e con lui gli effetti personali, tra i quali il passaporto di Michele. Mamma Stefania venne a conoscenza della scomparsa attraverso una telefonata in cui una donna comunicava la morte di Michele, senza spiegazioni, soltanto due giorni dopo l’effettivo decesso. Ci sono voluti due anni prima che la famiglia potesse entrare in possesso della cartella clinica e del referto dell’autopsia. Stefania aveva richiesto la documentazione, da subito, senza ottenerla dalle autorità locali ricevendo in consegna solo il corpo del figlio trattato con formaldeide, svuotato degli organi, riempito di carta e accompagnato dal passaporto mortuario. Nessuna traccia degli effetti personali e del passaporto, certamente fatti sparire in concomitanza del decesso».

Ad insospettire Stefania ed il legale sono le operazioni compiute sulla Postepay di Michele: «Ci sono continui prelievi di denaro, uno al minuto e fino a dieci prelievi al giorno, sempre con le stesse modalità e sempre con lo stesso importo nei giorni antecedenti al decesso». Del caso di Michele, di cui si era occupata anche la trasmissione Rai «Chi l’ha visto?» per cercare testimoni dell’accaduto, si è parlato nei giorni scorsi durante il congresso sui diritti umani di Matera promosso dall’Oma (Organizzazione mondiale avvocati).

«La nostra prossima mossa - annuncia l’avvocato Falleti - sarà quella di presentare un esposto alla Cid, la Corte interamericana dei diritti umani. Vogliamo fare tutto il possibile affinché mamma Stefania possa sapere tutta la verità».

 

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