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TRASPORTI

Le istituzioni fanno squadra: «L'aeroporto è fondamentale per il territorio»

22 ottobre 2019, 05:07

Le istituzioni fanno squadra: «L'aeroporto è fondamentale per il territorio»

PIERLUIGI DALLAPINA

Una fermata dell'Alta velocità davanti alle Fiere e più aerei carichi di merci pronti a decollare. Queste, per ora, sono idee, desideri del mondo delle istituzioni, ma i segnali di rilancio dell'aeroporto ci sono e sono concreti. A partire dall'aumento di capitale, per un valore di circa otto milioni e mezzo di euro, sottoscritto interamente dall'Unione parmense degli industriali pochi giorni fa. Una buona notizia a cui si è aggiunta, ieri mattina, la conferma di un nuovo volo pronto a decollare dal «Verdi» per Tirana, la capitale dell'Albania. A questa tratta potrebbero aggiungersi altri due tasselli importanti: un volo per Kiev ed un altro per Parigi.

In attesa di conferme - date come estremamente probabili dai vertici di Sogeap, la società che gestisce lo scalo aeroportuale - il mondo delle istituzioni, cioè Comune e Provincia, e quello della Camera di commercio, confermano la loro volontà di sostenere il «Verdi», il cui bilancio, nel 2018, è tornato in positivo. «L'aeroporto è l'infrastruttura più importante del territorio», afferma il presidente di Sogeap, Guido Dalla Rosa Prati, da sempre convinto delle potenzialità dello scalo. «Lascerò la presidenza quando avremo il volo per New York», scherza, con un pizzico di speranza.

UNA FERMATA ALLE FIERE

«Quando nei giorni scorsi è venuta a Parma Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture, abbiamo parlato della possibilità di prevedere una fermata dell'Alta velocità in zona Fiere», svela il sindaco Federico Pizzarotti, che con la sua amministrazione si dichiara pronto anche ad investire nel volo per Parigi. «Insieme alla Regione stiamo pensando come sostenere economicamente il volo. Per riuscirci però sarà necessario trovare anche altri contributi. Da soli non possiamo farci carico della spesa».

Il sindaco affronta poi il tema della viabilità, un aspetto non secondario: «Abbiamo già pronti progetti e idee per migliorare l'accesso alla complanare per chi esce dall'autostrada, per razionalizzare il parcheggio scambiatore del casello e per separare la viabilità che va alle Fiere da quella che si dirige verso Baganzola».

«L'Unione parmense degli industriali ha fatto una scelta coraggiosa, sottoscrivendo l'aumento di capitale dell'aeroporto. Personalmente, penso che questa sia un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del territorio».

LO SVILUPPO DEI CARGO

«Nel Piano regionale dei trasporti è inserita la possibilità di sviluppare la funzione cargo. Credo sia un'opportunità da sfruttare, in quanto potrà essere utile alle imprese non solo di Parma, ma di tutta l'Emilia occidentale. La parte cargo potrebbe poi contribuire allo sviluppo dell'interporto», fa notare Diego Rossi che, in qualità di presidente della Provincia, si dichiara «favorevole a sostenere politicamente l'aeroporto».

Consapevole che il rilancio del «Verdi» ha bisogno di finanziamenti, Rossi «plaude al coraggio e alla lungimiranza degli imprenditori del territorio che hanno deciso di sostenere l'aeroporto».

Da un punto di vista normativo, anche la Regione ha mosso alcuni passi decisivi. «La Regione, nel Piano dei trasporti, ha indicato lo scalo di Parma, insieme a quelli di Bologna e Rimini, come uno dei tre aeroporti strategici per l'Emilia Romagna».

TRA ARIA E FERRO

Non solo aeroporto. Per Andrea Zanlari, presidente della Camera di commercio, il rilancio del «Verdi» deve essere inserito in una strategia più ampia, che ha l'obiettivo di trasformare Parma in uno snodo fondamentale sia per i collegamenti via aria che per quelli via terra. «Come Camera di commercio abbiamo creduto fin da subito, insieme agli industriali, nella necessità di avere un aeroporto strutturato e ben organizzato», premette Zanlari, prima di allargare la panoramica su altri mezzi di trasporto e quindi su altre possibilità per la città. «Chiedo che vengano fatti rispettare gli accordi firmati da oltre dieci anni in Regione sui treni ad alta velocità. Quegli accordi dicevano che metà dei treni si sarebbero dovuti fermare nella nuova stazione di Parma e metà alla Mediopadana, a Reggio Emilia». La memoria storica di Zanlari rispolvera un altro dettaglio. «L'Authority alimentare arrivò a Parma proprio perché la città poteva vantare un aeroporto europeo».

 

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