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FIDENZA

Addio a Barborini, assicuratore sempre attento e disponibile

23 ottobre 2019, 05:06

Addio a Barborini, assicuratore sempre attento e disponibile

In tanti ieri hanno desiderato porgere l’ultimo commosso saluto a Giorgio Barborini, figura molto nota e stimata in tutta la città.

La chiesa di San Giuseppe lavoratore era gremita di fedeli, che si sono stretti in un affettuoso abbraccio ai familiari, alla moglie Rossana, alle figlie Sara, Giorgia con Fabio e Gregorio, alla sorella Mara con Claudio, Francesca e Michela e i tanti parenti e amici. La cerimonia funebre è stata presieduta da don Felice Castellani, già parroco di San Giuseppe e legato da affettuosa amicizia alla famiglia Barborini, affiancato da don Luca Romani.

Giorgio Barborini aveva 59 anni e da pochi mesi combatteva contro una grave malattia, che alla fine ha avuto il sopravvento. A luglio le prime avvisaglie di un terribile male, che Giorgio ha affrontato con coraggio e forza d’animo.

Borghigiano doc, da oltre trent’anni lavorava nel settore assicurativo: aveva iniziato affiancando lo zio Cesare e quindi, era diventato titolare dell’agenzia prima Lloyd Adriatico e quindi Allianz, con sede in città, in via Bacchini e di un’altra a Salso. Era molto legato alla sua attività lavorativa, dove ha profuso impegno ed energie: sempre disponibile, non conosceva orari, né giorni festivi. Era sempre in ufficio e anche a casa, sempre col telefono acceso. In tanti hanno ricordato questa sua disponibilità, che unita a un’elevata professionalità gli avevano dato anche tante soddisfazioni. Ma Giorgio amava profondamente anche la sua famiglia, sempre unita, e viveva per il suo adorato nipotino. Era un grande appassionato della montagna, dove amava fare escursioni e andare a raccogliere funghi.

Faceva parte da vent’anni degli Arcieri di Montemanulo, con cui aveva trascorsi tanti momenti felici, insieme agli amici del gruppo. E proprio loro, hanno desiderato dedicargli questo commovente ricordo. «Il guerriero deve accettare, nel profondo del suo cuore, che un giorno morirà e che quel giorno potrebbe essere oggi, i più grandi combattenti vivono come una freccia, non come un bersaglio. La freccia vola nello spazio e in maniera netta, veloce e dritta: è viva si muove, ha una direzione e un punto terminale, ma intanto si libra nell’aria. Il bersaglio sta semplicemente fermo in attesa che accada qualcosa. Sarai sempre con noi, Giorgio, ciao guerriero». s.l.

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