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Addio a Nando Calestani, politico di lungo corso ex Dc

24 ottobre 2019, 05:08

Addio a Nando Calestani, politico di lungo corso ex Dc

GIAN LUCA ZURLINI

 

È stato un protagonista della vita politica cittadina del secondo dopoguerra. E fino a pochi anni fa, prima che una malattia lo minasse nel fisico, aveva mantenuto inalterato il suo spirito combattivo e la sua schiettezza tutta parmigiana.

Nando Calestani è scomparso ieri a 87 anni dopo un'intera vita trascorsa sul fronte della politica, fin da quando, ancora giovanissimo, si era iscritto all'inizio degli anni '50, al movimento giovanile della Democrazia cristiana, partito cui è rimasto fedele iscritto fino al 1992, anno dello scioglimento, senza mai passare ad altri partiti, anche se aveva poi sostenuto Elvio Ubaldi, altro ex democristiano, al momento della sua candidatura a sindaco come leader di Civiltà parmigiana. Dipendente della Società elettrica emiliana prima e dell'Enel poi, aveva comunque la politica al centro dei propri interessi.

GLI ANNI IN COMUNE

Nando Calestani ha attraversato tutte le vicende politiche della città del dopoguerra. Apparteneva alla corrente più conservatrice della Dc, che a livello nazionale faceva capo a Mario Scelba e a livello locale aveva come esponenti fra gli altri Renzo Guareschi e Enrico Mezzadri. Calestani era un politico «di razza», dotato di una verve e di un eloquio che lo facevano spiccare con i suoi interventi. Ma allo stesso tempo era una persona schietta e per nulla incline ai compromessi. E così spesso, ai tempi del Sessantotto, i suoi comizi pubblici finivano con fischi e contestazioni perché era uno che «non le mandava a dire». Eletto in consiglio comunale nei primi anni Sessanta con un numero elevato di preferenze ed era rimasto sugli scranni del Municipio fino al 1980, anno in cui venne eletto in consiglio regionale (sempre nelle file della Dc) al fianco di Corrado Truffelli vincendo la «guerra dei voti» con gli altri candidati parmigiani.

GLI ANNI DA SEGRETARIO DC

Negli anni Settanta venne eletto segretario provinciale della Democrazia cristiana succedendo a Schluderer, e resse il partito nel burrascoso periodo dello scandalo edilizio di Parma e del terrorismo. Dotato di una grande capacità oratoria i suoi interventi infuocati in consiglio comunale contro il Partito comunista, all'epoca primo partito della città, lasciavano sempre il segno. Sempre in quel periodo subì anche un attentato incendiario di quasi certa matrice terroristica con la sua auto che venne distrutta dal fuoco ma non si fece intimorire e continuò le sue battaglie politiche.

QUELLA FESTA CON GRILLO

Calestani fu anche l'iniziatore dell'organizzazione della Festa provinciale dell'Amicizia (la festa di partito della Dc contraltare di quella dell'Unità del Pci). E nel 1977, in occasione della prima edizione tenuta all'interno degli spazi antistanti lo stadio Tardini (sede storica anche del Festival de l'Avanti del Psi) ebbe come ospite d'onore l'allora emergente comico Beppe Grillo, che ricordava negli ultimi tempi, dopo la sua discesa in campo col Movimento 5Stelle di avere pagato alcuni milioni «in contanti, perché così pretendeva».

FAUTORE DEL PENTAPARTITO

Dopo la non rielezione in consiglio regionale nel 1985, Calestani continuò comunque a interessarsi attivamente di politica fondando il Centro Europa 2000, che per quasi 20 anni organizzò il premio «Ilarietto» destinato ai giovani studenti nel giorno del patrono. Fu uno dei fautori dell'avvento del pentapartito che escluse il Pci dal governo della città nel 1985 e divenne presidente dell'Amps, fino al 1990, prima di essere coinvolto in un'inchiesta giudiziaria.

L'APPOGGIO A UBALDI

Dopo essere stato per un breve periodo presidente anche della società di gestione dell'aeroporto, pur appartenendo a una diversa corrente della Dc Calestani fu un sostenitore di Elvio Ubaldi, facendo entrare nella lista di Civiltà parmigiana anche il figlio, durante la campagna elettorale del 1998 che portò alla storica vittoria che estromise la sinistra dal governo della città. Ubaldi lo nominò alla presidenza della Spip, dove rimase dal 1998 fino al 2010, quando si dimise a causa dell'inchiesta giudiziaria sulle plusvalenze per la compravendita di terreni legate all'espansione dell'area industriale culminate poi nel fallimento di Spip. E fino a quando la malattia non ha preso il sopravvento Calestani (la cui posizione era stata stralciata dal giudizio proprio per le condizioni di salute) ha ribadito la propria innocenza. I funerali di Nando Calestani, che lascia la moglie Silvana e i figli Pietro e Gian Luca si terranno domani mattina alle 11 nella chiesa del Buon Pastore in largo Coen dove stasera alle 20 verrà recitato il rosario.

 

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