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In via Verona

Devasta uno sportello del Cup: arrestato

24 ottobre 2019, 05:07

Devasta uno sportello del Cup: arrestato

LUCA PELAGATTI

Prima agitato e aggressivo, poi calmo e collaborativo. Quindi, di nuovo, rabbioso e violento. E, forse, solo adesso che si trova al sicuro dietro le mura del carcere, troverà il modo di rilassarsi.

Trentanove anni, una lunga lista di precedenti dalla rapina alla violenza sessuale alle spalle e una tendenza a farsi prendere dall'ira. Anche senza motivo. Questo, in estrema sintesi, l'identikit dell'uomo, un siciliano, che l'altro ieri ha seminato il caos e la paura nella sede del sportello unico del Cup di via Verona.

«Io voglio un posto dove stare. E non accetto rifiuti», aveva scandito l'uomo quando si è presentato poco prima di mezzogiorno allo sportello. Una richiesta comprensibile ma difficile da accettare visto che quel siciliano non abita in città. E di conseguenza i servizi sociali non possono farsene carico. Gli impiegati hanno quindi provato a spiegare questa circostanza ma senza esito. Tanto che, nel giro di poco, dal tono freddo l'uomo è passato alle minacce. E gli addetti si sono visti costretti a chiedere l'intervento del 113.

All'arrivo dei poliziotti, però, il colpo di scena: il siciliano si è placato di colpo e quell'ìimprovviso ravvedimento ha spinto gli agenti a farsi in quattro per trovargli un rifugio. «Ascolti, abbiamo contattato la Caritas e si sono dichiarati disponibili ad aiutarla. Si presenti alle 16.30 a questo indirizzo e entro sera avrà un tetto», hanno spiegato i poliziotti. E tutto sarebbe potuto finire qui con il lieto fine e i ringraziamento dell'uomo.

Ma non è andata così. meno di un'ora dopo, infatti, è arrivata una nuova telefonata al 113 dall'ufficio del Cup. E la voce era terrorizzata. «Correte, quel tale è tornato. E sta spaccando tutto». Detto fatto gli agenti sono arrivati e hanno trovato una scena sconcertante: clienti e dipendenti barricati negli uffici e quel tale, con un grosso sasso in mano, che stava meticolosamente rompendo vetri e arredi. Non senza fatica i poliziotti lo hanno ammanettato e portato in questura dove ha continuato ad agitarsi e minacciare tanto che è stato arrestato con l'accusa di danneggiamento aggravato e resistenza. Non solo: è stato anche denunciato per interruzione di pubblico servizio, porto di oggetti atti ad offendere e oltraggio.

Ieri, dopo una notte in cella, è comparso davanti al giudice che ha convalidato il fermo. Ed in attesa di una sentenza ha disposto che rimanga in via Burla.

 

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