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Parma Gestione Entrate: si va verso la gara salvaguardando il personale

25 ottobre 2019, 05:06

Parma Gestione Entrate: si va verso la gara salvaguardando il personale

ANTONIO BERTONCINI

Per Parma Gestione Entrate, la società partecipata che si occupa delle riscossioni per conto del Comune di Parma, che tre anni fa ha rischiato di essere travolta per lo scandalo delle notifiche, il D-day scatterà il 31 dicembre 2020, data in cui arriverà a scadenza la concessione.

Sembra un giorno ancora lontano, ma i tempi sono invece decisamente stretti per garantire la continuità della attività di riscossione da parte del Comune e per assicurare il posto di lavoro ai 25 dipendenti a tempo indeterminato e anche a quelli con contratti a titolo diverso.

Non a caso, sul tavolo del Consiglio comunale sono state presentate due mozioni che con sfumature diverse puntano allo stesso obiettivo, il mantenimento dell’occupazione, presentate ieri sera in Commissione consiliare prima del loro approdo in aula.

«I lavoratori di PGE – ha affermato Lorenzo Lavagetto, firmatario di una mozione insieme ai consiglieri Eramo, Jacopozzi, Bonetti e Agnetti – hanno diritto ad avere certezza sul loro futuro, visti gli impegni che l’Amministrazione ha già assunto per assicurare la salvaguardia dei livelli occupazionali, e anche in considerazione del fatto che PGE, di cui il Comune è socio e fruitore come titolare della riscossione, ha ottenuto la piena regolarizzazione con l’iscrizione all’albo».

Analogo il discorso di Emiliano Occhi, primo firmatario della mozione presentata dalla Lega, che, anche in forza dell’equilibrio finanziario della Società, si è spinto a chiedere che il Comune confermi l’affidamento a PGE, ma con la gestione diretta «in house», mettendo a frutto le conoscenze acquisite dagli operatori in questi anni, tenendo separata anche la vicenda giudiziaria in corso. Un proposito ammirevole, secondo l’assessore Marco Ferretti, ma che comporterebbe l’acquisto da parte del Comune del 40% della società in mano a privati e porrebbe anche problemi giuridici per la garanzia dei livelli occupazionali. Poi c’è l’indagine penale in corso che non può essere ignorata: «Ma la tutela del personale – ha ribadito Ferretti, reduce da un incontro con i sindacati nei giorni scorsi – è per noi un impegno inderogabile, al punto che intendiamo avvalerci della “clausola sociale” prevista dalla legge. Se si farà un bando di gara, le imprese dovranno indicare un piano di assorbimento dei lavoratori oggi in forza a PGE, e il Comune sarà chiamato a controllare l’esatta esecuzione del piano stesso».

Le modalità sono ancora tutte da definire. Fra quelle meno «gettonate» dall’Amministrazione ci sono la continuità di una partnership fra pubblico e privato (che con le nuove regole nessuno ormai ripropone), la liquidazione di PGE con l’assunzione dei dipendenti tramite concorso in forza al Comune per la gestione diretta (strada impraticabile per i vincoli numerici dei dipendenti) e la gara della Regione per l’affidamento ad un privato, scartata per l’impossibilità di garantire l’assunzione del personale. Probabilmente, quindi resteranno in campo le ipotesi di gestione in house (con non poche difficoltà) e soprattutto quelle di esternalizzazione del servizio tramite gara, con i vincoli di salvaguardia del personale, che passerà in forza alla società aggiudicataria.

 

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