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Verso l'Inter

Parma, rebus attacco

25 ottobre 2019, 05:02

Parma, rebus attacco

Paolo Grossi

Le porte di Collecchio sono rigorosamente chiuse e quindi non si può neppure andare a curiosare per cercare di capire come Roberto D'Aversa sta provando a ovviare all'improvvisa carestia di attaccanti centrali. Non resta allora che provare a tracciare delle ipotesi, partendo dal presupposto che la trasferta sul campo dell'Inter quest'anno è una delle più ostiche della stagione e che il trio centrale difensivo dei nerazzurri è a livello di top club e avrebbe messo a dura prova anche Inglese e Cornelius. Ma se l'infortunio dopo appena 10 ' di Parma-Genoa ha regalato al danese un'occasione che lui ha sfruttato al massimo, chissà, a voler essere ottimisti a tutti i costi, che il tecnico non cavi dal cilindro qualche variante in grado di impensierire l'amico fraterno Conte. D'Aversa tra l'altro mercoledì è andato al Meazza a visionare da vicino i prossimi avversari impegnati in Champions con il Borussia Dortmund, pratica risolta con un gol per tempo. L'idea più semplice potrebbe essere quella di schierare Karamoh centravanti. Chiaramente non farebbe la torre, ma punterebbe tutto sul movimento e sull'attacco alla profondità.

PRECEDENTI
Nel 2009 Guidolin, in analoga emergenza, fece un esperimento del genere con Biabiany sul campo del Genoa: il francese firmò una doppietta e finì 2-2. Meno fortunata fu la scelta di Beretta che nel 2005, anche lui privo di punte di ruolo, a Reggio Calabria schierò Marchionni centravanti ma senza apprezzabili risultati (ko 2-1). Il problema non è solo la desuetudine di Karamoh a giocare centralmente, ma anche il poco tempo a disposizione per fargli assimilare qualche movimento. Nello stesso tempo si potrebbe sfruttare la forza e l'integrità fisica del giovane francese e soprattutto la sua grande voglia di fare un figurone sul campo dell'Inter che dopo averlo prelevato dal Caen non ha avuto fiducia in lui.

SAN GERVINHO
C'è poi la possibilità che sia Gervinho, come accadde l'anno scorso quando mancarono sia Inglese che Ceravolo, il centravanti di scorta. Bisogna ammettere che l'ivoriano non incantò come prima punta. Resta piuttosto a vedere se non convenga a questo punto riformulare il sistema di gioco prevedendo magari un centravanti atipico che svaria e cerca di allargare i tre centrali e dietro di lui uno o più compagni pronti a gettarsi negli spazi. Uno come Kulusevski ad esempio è duttile e si sta rivelando prezioso anche più vicino alla porta, lo stesso Kucka ha ottimi tempi di inserimento. Senza dimenticare che al Meazza non si farà comunque una partita d'attacco...

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