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Tribunale

L'amante storica perseguita la «new entry»: condannata

01 novembre 2019, 05:08

L'amante storica perseguita la «new entry»: condannata

ROBERTO LONGONI

Il classico triangolo marito-moglie-amante non basta. Qui la geometria erotica è acrobatica: la storia segue le spericolate rotte di un «marinaio» con una donna in ogni porto. Forse c'entra il profumo di salsedine, il fatto che il 58enne in questione (Giorgio, nome di fantasia come gli altri) sia di La Spezia. Lì risiedeva la moglie, 43enne all'epoca dei fatti (il 2014), mentre l'amante storica (Laura, 49 anni) era a Firenze. L'amante nuova (Elena, 34 anni, sposata), invece, a Parma, dove nel 2010 fu trasferito anche lui. Galeotto fu l'ufficio: bancario era lui e bancaria la new entry. Anche Laura, conosciuta a un congresso nel 2008, era del settore. Allora, Giorgio era già fidanzato con la futura moglie, che avrebbe sposato in seconde nozze nel 2012. Di lei, Laura non era gelosa. Ma di Elena sì, eccome.

E così, una mattina del marzo 2014, scesa nel garage di Giorgio dopo la notte trascorsa da lui, la 34enne trovò l'auto con le gomme tagliate. E Laura aveva la chiave del cancello condominiale. Scattò la prima di tre denunce. Seguirono telefonate e sms anonimi («Chi sarà la fortunata stasera?» uno dei testi). Due missive finirono ai vertici della banca, anche per dire che Elena e Giorgio avevano roventi incontri nei bagni.

Un giorno, poi, mentre la 34enne rientrava a Parma dopo un weekend in Meridione, Laura - stando al racconto di Elena - le si sedette accanto in treno e, fingendo di parlare al telefono, raccontò di come era appena stata bene con Giorgio. «La riconobbi da una foto mostratami da Giorgio» ha raccontato Elena in tribunale. A quel punto, i segmenti della figura geometrica si fecero tremolanti. Sia Elena che Laura presero a frugare nel cellulare di Giorgio. Fu tirata in ballo la moglie, alla quale arrivarono buste anonime con fotografie del marito in dolce compagnia. Altre donne spuntarono dalla rubrica: anche loro contattate da Laura. «Allora ne frequentavo altre tre o quattro» ha raccontato Giorgio al giudice Adriano Zullo, per poi giustificarsi con un «mica tutte erano sposate».

Ieri, la conclusione del processo per stalking a carico di Laura. «Chi sarà la fortunata stasera?» ha esordito nella requisitoria il pm Lino Vicini, sintetizzando la vicenda, prima di chiedere una condanna a nove mesi. L'avvocato fiorentino Chiara Galli ha provato a sostenere l'innocenza di Laura o una possibile condivisione delle persecuzioni da parte di altri. Ma la sua assistita non era la fortunata: è stata condannata a 8 mesi (pena sospesa). In aula non c'era. Assenti anche Elena e Giorgio: i due, superato quel 2014 difficile, si separarono dai consorti per mettersi insieme ufficialmente, lasciandosi un anno fa. Del resto, come ammesso da lui per spiegare i vuoti di memoria, la sua vita sentimentale è sempre stata «burrascosa». A volte si trova il porto, a volte si va a scogli.

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