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MISURINA

Primi fondi per il centro anti-asma. Ma non bastano

01 novembre 2019, 05:06

Primi fondi per il centro anti-asma. Ma non bastano

LUCA MOLINARI

«La chiusura del centro di Misurina non è scongiurata, ma l'impegno del Veneto e i colloqui in corso con l'Emilia Romagna e la Lombardia fanno ben sperare per il futuro». A parlare è Elena Cardinali, direttore generale dell'Opera diocesana San Bernardo degli Uberti, che apre uno spiraglio positivo, seppur timido, sul futuro del centro per la cura dell'asma infantile. Un primo importante passo è stato compiuto nei giorni scorsi, grazie all'approvazione da parte della giunta della Regione Veneto, di una delibera che assegna all'istituto Pio XII un budget annuo di 1 milione 203 mila euro per tre annualità, fino al 31 dicembre 2022; semplifica le modalità di accesso dei bimbi alle cure; definisce i criteri di accesso nei confronti dei cittadini residenti in Veneto; approva il percorso del paziente asmatico in età pediatrica. «La Regione Veneto - dichiara Cardinali - ha confermato concretamente il suo impegno per Misurina. Ringrazio il governatore Luca Zaia per aver garantito un budget fisso per il prossimo triennio e aver snellito l'iter per accedere alla struttura».

Non solo. Il 18 novembre è stato organizzato un grande incontro a Verona con cinquecento pediatri e con tutte le figure che hanno potere sulle autorizzazioni, per ribadire l'utilità del centro di Misurina e spiegare il nuovo iter autorizzativo. «Il Veneto sta facendo la sua parte - continua Cardinali -. Ora tocca al resto d'Italia. Nei prossimi giorni dovremmo incontrare i rappresentanti dell'Emilia Romagna e della Lombardia che dovrebbero deliberare un budget per Misurina. Speriamo di poter dire, a fine novembre, che anche queste due regioni si sono spese per il centro Pio XII». Se così fosse, la chiusura del centro per la cura dell'asma infantile sarebbe scongiurata. «Il budget stanziato dal Veneto è molto significativo, ma non è sufficiente per far proseguire l'attività della struttura. Se a questo si unissero altri stanziamenti da parte dell'Emilia Romagna e della Lombardia, allora potremmo proseguire l'attività nel 2020 e bussare successivamente alla porta di altri territori, promuovendo a livello nazionale il centro».

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