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Il libro

«La vita oltre il seme»: così si parla della morte ai bambini

02 novembre 2019, 05:03

«La vita oltre il seme»: così si parla della morte ai bambini

ANTONIO BERTONCINI

Le domande di Simone, il suo bambino di 4 anni, e la morte in circostanze tragiche della nipote Anna, ragazza di Traversetolo che l'anno scorso, a 16 anni, ha perso la vita in un incidente stradale a Tortiano, a due passi da casa, determinando una crudelissima doppia tragedia familiare: sono questi gli eventi che hanno spinto Francesca Biavardi, di professione logopedista, a cimentarsi con un libro per bambini «La vita oltre il seme», in cui usa appunto il seme come simbolo «per portare un messaggio di speranza, partendo da eventi che ti portano nel tunnel del buio e ti cambiano la vita».

«Mio figlio - ha detto alla presentazione al parco Bizzozero, intervistata da Maura Trabacchi che cura il marketing del libro, distribuito solo su Amazon - mi aveva già chiesto se avrei potuto invecchiare insieme a lui per esorcizzare il timore che un giorno avrebbe potuto rimanere senza mamma. Poi è accaduta la tragedia di mia nipote, e io mi sono trovata a dovergli spiegare cosa succede quando muore una persona cara. Ho avuto l'illuminazione a tavola mentre parlavamo di questo e lui stava mangiando una mela. Gli ho spiegato che la morte non è una fine, ma un passaggio, una trasformazione, come la mela che mangiamo che continua a vivere nel seme che rinasce e che noi curiamo innaffiandolo ogni giorno con la nostra memoria. E questo è il libro che ho scritto. Sarà anche un modo per far sapere ad Anna che troverà spazio nel nostro cuore. Lei era quella che chiamo una persona girasole, un fiore che profuma di cielo, che sta un po' in disparte, ma quando si chiama c'è sempre, anche ora che non è più con noi».

I testi di Francesca Biavardi sono accompagnati dalle illustrazioni di una ragazza giovane, Benedetta Pappani, che frequenta l'ultimo anno del liceo Toschi e che «da grande» vorrebbe fare l'illustratrice. E lo ha già fatto con questa sua opera prima, che ha raccolto tanti elogi. L'utile della vendita del libro andrà all'associazione «Stay», più che mai in tema perché - come ha detto la presidente Mariangela Cavalli - si occupa di formazione degli insegnanti e laboratori per i ragazzi sul tema del lutto, di come vivere la perdita di una persona cara, evento che diventa ancora più atroce se è un compagno di scuola con il quale hai condiviso un comune percorso di crescita e le prime esperienze di vita.

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ANTONIO BERTONCINI Le domande di Simone, il suo bambino di 4 anni, e la morte in circostanze tragiche della nipote Anna, ragazza di Traversetolo che l'anno scorso, a 16 anni, ha perso la vita in un incidente stradale a Tortiano, a due passi da...

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