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Via dei Mercati

Drop-in, trasloco dopo l'accoltellamento

05 novembre 2019, 05:02

Drop-in, trasloco dopo l'accoltellamento

ROBERTO LONGONI

Solo per i violenti non c'è posto nel Drop-in di via dei Mercati. Così, per essere ancora più sicuri che la porta resti sbarrata di fronte ai lesti di mano o di coltello, il servizio in questi giorni ha traslocato. Si è allontanato di poche centinaia di metri dalla sede occupata da una decina d'anni, trasferendosi all'interno dello stesso Sert. Una specie di ritirata strategica, in attesa di riaprire al più presto, quando la presenza di una guardia giurata (già in forze al Sert) servirà da deterrente contro i malintenzionati.

Quei due fendenti che si ritiene siano stati sferrati da un 40enne albanese alla schiena e al petto di un 44enne liberiano il 25 ottobre - tra l'altro nemmeno all'interno della palazzina del Drop-in, ma sul marciapiedi di fronte - è come se avessero ferito anche la sensazione di sicurezza di chi in quell'avamposto del Sert lavora o chi vi cerca riparo.

Non c'è nulla di strano. Basta un uomo armato di coltello perché tutti si sentano in pericolo. Basta un'aggressione per ricordare quanto si possa essere esposti, specie nei territori di frontiera frequentati da chi ha avuto o ha a che fare con le sostanze in circolazione oggi: sempre più pericolose, per sé e per gli altri. E il Drop-in questo è, oltre a rappresentare un'oasi di speranza che non tutte le città hanno. Nemmeno nella nostra regione.

«È una struttura non sanitaria, nella quale non lavorano né medici né infermieri, ma operatori - ricorda Maria Antonioni, responsabile del Servizio dipendenze dell'Asl -. Svolge essenzialmente compiti socio-assistenziali che possono andare dalla somministrazione di cibo per i pazienti che non hanno di che nutrirsi alla distribuzione di siringhe o preservativi, per evitare il diffondersi di malattie. Inoltre, è da qui che alle 18 di ogni giorno parte un pulmino diretto a Martorano, per la succursale di Betania nella quale si trova il nostro dormitorio. Un luogo che permette ai suoi ospiti, oltre a riposare, di farsi una doccia, cenare e consumare la colazione l'indomani mattina». Al suo interno sei letti possono ospitare pazienti (uomini e donne affetti da dipendenza da droghe o da alcol) che altrimenti trascorrerebbero la notte per strada. Questo servizio prosegue come sempre. È solo cambiato il capolinea di partenza del pulmino.

Sono almeno una sessantina in media le persone che hanno accesso al Drop-in, dopo un breve colloquio con gli operatori. Tra loro c'è anche il liberiano vittima dell'aggressione del 25 ottobre, durante la quale è stato ferito alla schiena e al petto. Giorno dopo giorno, le sue condizioni stanno migliorando. Mentre è ancora in fuga il presunto assalitore, del quale si conoscono le generalità fin da subito: anche il suo nome rientra nell'elenco dei frequentatori della struttura.

Ma i numeri descrivono solo in parte questa realtà. Qui vengono prese in carico situazioni molto impegnative, con pazienti sempre più giovani (e quindi particolarmente fragili) o invecchiati ben al di là dell'anagrafe, che hanno sviluppato patologie croniche sia fisiche che mentali. Tutti da aiutare allo stesso modo. Senza dimenticare il capitolo sicurezza. «L'Azienda - sottolinea Maria Antonioni - ha sempre preso tutte le misure per tutelare l'incolumità di chi lavora per questo servizio e di chi ne usufruisce». Prova ne è anche l'uscita di sicurezza realizzata mesi fa a spese dell'Ausl nella palazzina (di proprietà del Comune).

Ora, come si è detto, nella sede di sempre si tornerà non appena sarà attivata la sorveglianza di una guardia giurata. «Avverrà al più presto e non metterà a rischio la privacy dei nostri pazienti - garantisce la responsabile del Sert -. Trattandosi di un servizio di una certa delicatezza, abbiamo sottolineato all'Ivri il profilo della persona che deve corrispondere a determinate caratteristiche. Contiamo di riaprire al più presto. È solo questione di giorni, a brevissimo tornerà tutto come prima». Una buona notizia anche per lo stesso Sert, dove in questi giorni si fatica a passare nei corridoi.

 

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ROBERTO LONGONI Solo per i violenti non c'è posto nel Drop-in di via dei Mercati. Così, per essere ancora più sicuri che la porta resti sbarrata di fronte ai lesti di mano o di coltello, il servizio in questi giorni ha traslocato. Si è...

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