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Scomparso

Addio a Bernuzzi, «mitico» direttore dei cinema storici

08 novembre 2019, 05:03

Addio a Bernuzzi, «mitico» direttore dei cinema storici

Luigi Bernuzzi era un'istituzione tra gli appassionati di cinema parmigiani. Scomparso a 80 anni dopo aver combattuto a testa alta contro un male che nel giro di pochi mesi non gli ha lasciato scampo, per lungo tempo ha diretto la Società emiliana cinema (di proprietà della famiglia Cellie), gestendo storiche sale cinematografiche cittadine (Verdi, Ariston, Ducale, Capitol, Edison per citarne alcune) insieme a quelle di altre città emiliane. «Era una persona altruista e solare - ricorda la moglie Daniela - Non ha mai perso la sua serenità, anche quando ha dovuto fare i conti con la malattia».

Bernuzzi era un uomo di grande cultura - soprattutto a livello cinematografico - e un grandissimo tifoso dell’Inter. Appassionato di musica, in gioventù aveva suonato in un complessino con un gruppo di amici. Amante dello sport, amava visceralmente Parma, dove era molto conosciuto, soprattutto nell’ambiente giornalistico.

«Come direttore dei cinema più importanti della città - rimarca il giornalista Francesco Silva, legato a Bernuzzi da una lunga amicizia - due volte a settimana organizzava delle anteprime riservate ai giornalisti, verso mezzanotte. Erano occasioni per ritrovarsi, dialogare e stringere amicizie».

Una volta conclusa l’importante parentesi lavorativa con la Società emiliana cinema, Bernuzzi aveva lavorato per un’azienda di Milano che si occupava di cancelleria fino alla pensione. Molto legato agli amici di sempre, tutti i venerdì amava ritrovarsi assieme alla «storica» compagnia di cui facevano parte tante figure conosciute della città. «Era una persona squisita, sempre disponibile, legatissima a ogni amico» osserva Silva. Ricorda Bernuzzi anche Antonio Cellie, amministratore delegato delle Fiere e figlio di Antonino Cellie, l’imprenditore che gestì i più importanti cinema di Parma e dell’Emilia grazie al prezioso aiuto di Bernuzzi. «I Bernuzzi hanno lavorato per noi per due generazioni - racconta Cellie - il padre di Luigi era lo storico commesso del negozio di olio in via Verdi, mentre Luigi è stato per anni il direttore dei cinema di mio padre. Lo ricordo come una persona di grande correttezza e dedizione, una figura straordinaria, d’altri tempi, dotata di una grande umanità e professionalità. Era molto fiero di aver lavorato per la nostra famiglia e, a nostra volta, siamo fieri di aver potuto contare su questa importante figura professionale». L.M.

 

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