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IL CASO

Fuma tra i due alcol test (positivi): e il giudice annulla la multa

10 novembre 2019, 05:07

Fuma tra i due alcol test (positivi): e il giudice annulla la multa

GEORGIA AZZALI

Che avesse bevuto un po', non ci sono dubbi. Ma tra la prima e la seconda prova dell'etilometro gli agenti della polizia locale non l'hanno bloccato mentre si portava la sigaretta alla bocca. Chissà, forse un gesto di cortesia, o più semplicemente nessuno aveva visto l'uomo fumare, ma qualunque fosse la ragione - anche la più «nobile» -, quella concessione ha portato alla cancellazione della multa. Quarant'anni, nato nel Parmense ma residente a Sant'Ilario d'Enza, il 17 agosto scorso si era visto appioppare 544 euro di sanzione, ma il giudice di pace ha poi annullato il verbale, restituendogli anche la patente.

Tutta «colpa» di quella sigaretta. Di quella pausa, su cui ha incentrato il suo ricorso l'avvocato Luca Berni, il legale del quarantenne. «Osserva il giudicante - si legge nelle motivazioni della sentenza depositata nei giorni scorsi - che senza dubbio l'aver fumato una sigaretta tra la prima e la seconda prova ha alterato le risultanze del test alcolemico, di guisa che l'esito non è affidabile».

Quella sera, verso le 23,45, l'automobilista era stato fermato da una pattuglia della polizia locale in via Emilio Lepido. Un controllo di routine, ma l'alito dell'uomo aveva fatto sorgere subito qualche dubbio agli agenti. E l'etilometro conferma i sospetti: 0,62 grammi per litro, mentre il limite previsto è di 0,50. Passano poco più di dieci minuti, e il quarantenne viene sottoposto al secondo test: l'esito è ancora positivo, anzi il livello si alza fino a 0,65. Ma è ciò che va in scena tra le due prove che fa la differenza per il giudice, come per altro aveva messo in evidenza l'avvocato Berni nel suo ricorso. Al verbale della multa è infatti unita una dichiarazione dell'automobilista, in cui il quarantenne ricostruisce la serata: lo stop dei vigili urbani, la prima prova dell'etilometro, l'attesa di una decina di minuti con tanto di sigaretta fumata e il secondo test. «Dopodiché mi è stato detto che il fumo della sigaretta poteva alterare il valore. Dopo una discussione con il verbalizzante, mi diceva che non eravamo su "Zelig". Dopodiché io mi sento preso in giro»: siglato dall'automobilista.

Ma anche dai vigili. E proprio quelle firme degli uomini della pattuglia sono per il giudice la prova che effettivamente tra le due prove dell'etilometro il quarantenne ha fumato. «Infatti - scrive il magistrato nella sentenza -, allegata al verbale vi è agli atti dichiarazione scritta del ricorrente, firmata dallo stesso in calce e controfirmata dagli agenti accertatori, in cui veniva dato atto del fatto che tra la prima e la seconda prova veniva consentito a... di fumare una sigaretta». E così, ricorso accolto e verbale annullato.

Per il Comune, che pure nell'atto di costituzione aveva ribadito la «fondatezza dell'accertamento», nessuno era presente in udienza. E ora l'amministrazione dovrà decidere se andare avanti con la battaglia legale.

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