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Sicurezza

L'elicottero della polizia: quell'occhio vigile nel cielo di Parma

15 novembre 2019, 05:05

L'elicottero della polizia: quell'occhio vigile nel cielo di Parma

Michele Ceparano

I parmigiani si stanno abituando. Quando al Tardini si giocano le gare considerate a rischio, a vigilare sulla loro sicurezza non ci sono solo le forze di terra, ma anche quelle di cielo. In particolare, l'elicottero della polizia di Stato che decolla da Bologna per dare un apporto fondamentale alla gestione dell'ordine pubblico. C'era nel match contro la Juve, quando a Parma giocava «in casa» l'Atalanta e domenica scorsa con la Roma. In futuro tornerà a volare sul Tardini.

«Il servizio di ordine pubblico - spiega il questore Gaetano Bonaccorso - richiede l'apporto di tante componenti. La gestione è pianificata con molta attenzione cercando di trovare sempre il giusto equilibrio tra le esigenze di chi opera e quelle della collettività». Quando le esigenze lo richiedono - e Parma-Roma rientrava in queste esigenze con quattromila tifosi giallorossi in città -, Parma può contare sul supporto del personale del Terzo reparto volo di Bologna e dell'elicottero della polizia.

«L'apporto dell'elicottero, uno strumento versatile perché permette anche di salvare vite umane, è impiegato durante le calamità ed è importantissimo, inoltre, nella lotta alla criminalità, sviluppa una duplice azione - riprende il questore -: preventiva e potenzialmente repressiva. In via preventiva crea pressione nei confronti di eventuali malintenzionati. In via repressiva, invece, dà la possibilità di effettuare da bordo riprese filmate e di raccogliere documentazione, offrendo così materiale utile per sviluppi di attività investigative a fronte di eventuali incidenti».

Ad esempio, «l'attivazione di Daspo ed eventuali denunce richiede un supporto tecnico che la ripresa dall'elicottero può fornire in modo assolutamente efficace».

Avere un elicottero sulla testa ad alcuni residenti magari può anche non piacere.

«Noi quando pianifichiamo quello che dobbiamo fare - aggiunge - partiamo dalla valutazione del rischio che una manifestazione può comportare. Rispetto a questo valutiamo tutto ciò che è necessario mettere in campo non per azzerare i rischi, che sarebbe impossibile, ma per gestirli nel modo migliore. In questa valutazione ci rendiamo conto che, rispetto a certe misure che adottiamo, possono esistere delle afflizioni per la comunità. Ma lo facciamo sempre cercando di trovare il massimo dell'equilibrio».

L'elicottero «fa certamente rumore. Però, il suo utilizzo nel rapporto costi-benefici, consente di dire che i benefici sono superiori ai costi». Stesso discorso per quanto riguarda la mobilità e altre limitazioni come, ad esempio, il divieto di vendita di bevande alcoliche.

«Alcune limitazioni sono il prezzo della libertà e della democrazia - dichiara il questore - per assicurare una manifestazione in condizioni di sicurezza».

Non sempre, inoltre, «eventuali sanzioni vengono applicate a tutti. Ad esempio, se abbiamo disposto una zona rimozione e, in corso d'opera, riteniamo che alcune vetture parcheggiate non incidano, non andiamo certamente a rimuoverle. Tra i nostri obiettivi c'è anche quello di incidere al minimo sulle esigenze della comunità».

Se una manifestazione si sviluppa in un centro cittadino, com'è il caso delle partite che si giocano al Tardini, «esistono vantaggi e svantaggi. I primi riguardano il raggiungimento dello stadio e la fruibilità della manifestazione, ma va ricordato che le difficoltà per l'organizzazione dell'ordine pubblico sono superiori. Tra le componenti di rischio viene inserito, comunque, anche dove l'impianto si trova e da qui derivano infatti le limitazioni alla mobilità. Non va dimenticato, inoltre, che in una città come la nostra la gestione della tifoseria ospite coinvolge anche il traffico autostradale. Perciò, oltre al questore, che ha la responsabilità tecnica complessiva dell'ordine pubblico, a bordo dell'elicottero opera anche il dirigente della polizia stradale».

Il questore Bonaccorso ricorda, infine, che la pianificazione è essenziale. «Non esiste un servizio di ordine pubblico che non sia gestibile - conclude -, è solo questione di valutare i rischi e di mettere in campo impegno e competenza. Gran parte del servizio di ordine pubblico si risolve prima, durante i tavoli tecnici, in cui si studia la situazione per non arrivare ai conflitti».

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