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MULAZZANO

Sabrina ha fretta: la fanno nascere le vicine di casa

17 novembre 2019, 05:06

Sabrina ha fretta: la fanno nascere le vicine di casa

MARIA CHIARA PEZZANI

LESIGNANO Sabrina aveva fretta di venire al mondo. Ha beffato i medici, che avevano rimandato a casa la madre perché il momento del parto non era giunto. Ha sorpreso i genitori, presi in contropiede dal travaglio imminente.

È nata venerdì sera alle 8, nella sua casa di Mulazzano, accolta dal calore della sua famiglia e delle vicine accorse ad assistere la madre. Una nascita capace di riconciliare con la vita questa famiglia, provata negli ultimi mesi da un grave incidente subito dal figlio maggiore dell’uomo lo scorso agosto, investito in bicicletta a Mulazzano.

Cheach Mboup era riuscito a portare in Italia la sua famiglia a maggio. Un ricongiungimento con la moglie Feindjae e i tre figli tanto desiderato dall’uomo, originario del Senegal, che vive e lavora nel comune di Lesignano da 10 anni. Una persona conosciuta e ben voluta, un gran lavoratore che incespica con l’italiano ma parla bene il dialetto.

Il figlio aveva di fronte a sé un futuro da calciatore in Francia, dove avrebbe militato in una squadra giovanile e in Italia era di passaggio. Ricoverato per un mese in ospedale, ha lottato contro la morte, assistito ogni giorno dal padre. Oggi il giovane sta bene, ma l’incidente ha cancellato la sua possibilità di giocare a pallone. Attorno a questa famiglia si è stretta tutta la comunità.

Un gruppo di volontari, nato grazie alle insegnanti della scuola di Lesignano, si è prodigato per aiutare il giovane, supportato e accompagnato in ospedale a turno per il suo percorso di recupero dai volontari. E anche in questa gioiosa e imprevista occasione la famiglia ha potuto contare sul prezioso aiuto di Barbara e Sabrina, due sorelle vicine di casa della coppia, che sono accorse quando l’uomo le ha chiamate, spaventato dalle condizioni della moglie. Sabrina ha chiamato il 118, e la voce dell’operatore l’ha guidata passo dopo passo, in attesa dell’arrivo del medico. Quando la piccola è nata non piangeva, così Sabrina le ha dato una piccola pacca sulla schiena, come indicato dal soccorritore. Immediato, è esploso il pianto più bello, quello del primo respiro, della vita che si impone, accompagnato dalla commozione dei presenti e dai complimenti dell’operatore del 118 al papà per la nascita della bimba.

Quando l’ambulanza e l’automedica sono arrivate, Sabrina, avvolta in un asciugamano, aveva ancora il cordone ombelicale attaccato. È stata assistita e trasportata insieme alla madre al Maggiore, dove il padre le ha raggiunte, accompagno da Sabrina e Barbara. La piccola, che pesa 2 chili e 300 grammi, e Feindjae stanno bene.

Il papà ha dato alla figlia il nome di colei che l’ha aiutata a nascere: Sabrina. E quando la bimba sarà cresciuta, scoprirà come dietro il suo nome sia stata scritta una storia straordinaria che parla di vita, di accoglienza e di amicizia.

 

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