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Via Brescia

Anziani coraggiosi: «Così abbiamo cacciato il ladro da casa nostra»

19 novembre 2019, 05:04

Anziani coraggiosi: «Così abbiamo cacciato il ladro da casa nostra»

CHIARA POZZATI

 

«Cosa fai in casa mia? Fermati subito ladro!».

Lui però non si ferma, sciabola la torcia nel buio della camera da letto e si lancia in direzione della coppia di anziani. «Scusi devo passare», bisbiglia a Giada (la chiameremo così ndr) 70 anni, che rientrando insieme al marito s'è appena trovata faccia a faccia con l’intruso.

Peccato che, gentiluomo o meno, il ladro non si aspettasse la reazione fulminea dei coniugi che hanno ingaggiato un vero e proprio inseguimento. Come un film. Prima l’hanno rincorso nell’appartamento in via Brescia, poi su e giù per le scale del condominio. Fino alla resa: con il «topo» che ha spiccato un balzo dal balcone (dove s'era arrampicato poco prima) e si è smaterializzato tra le ombre della sera.

«Non so bene cosa sia scattato in noi quando abbiamo visto quell’energumeno aggirarsi in casa nostra. Sicuramente una rabbia cieca, che ha offuscato anche il giudizio - breve risata amara di Giada -. Avrebbe potuto succedere di tutto: e se tirava fuori un coltello, se fosse diventato violento? La casa va difesa perché è un diritto, ma perfino i nostri figli ci hanno rimproverato. Ci è andata di lusso».

La pensionata oscilla tra la preoccupazione e l’entusiasmo. E’ ancora galvanizzata per aver difeso la sua proprietà. A tratti sorride. Eppure è stato tutto fuorché un gioco: di questo è pienamente consapevole. «Mio marito ha ancora un braccio dolorante perché quel malvivente per scappare ci ha spintonato più volte e lui, nel tentativo d’inseguirlo, è stato scaraventato contro il corrimano».

La cronaca da cardiopalma di Giada affiora nel lunedì in cui il sindaco Pizzarotti annuncia ai microfoni di Radio Parma che, proprio San Leonardo, sarà al centro di un incontro con il ministro dell’Interno. «Ma sia chiaro – avverte la 70enne -. non voglio alimentare polemiche sul quartiere, i furti sono purtroppo una piaga diffusa. Anzi, è proprio questo il punto». Ripercorre le tappe del blitz surreale accaduto nel tardo pomeriggio di venerdì. «A ridosso del weekend mio marito ed io andiamo a fare la spesa per tutta la settimana e così abbiamo fatto anche due giorni fa - riavvolge il filo Giada -. Siamo rientrati poco prima delle 18, quando fra l’altro è scattato l’allarme. Ci siamo insospettiti, ma abbiamo pensato si trattasse di uno dei nostri figli, passato a trovarci».

Buste della spesa sotto braccio, i coniugi sono rientrati a casa. L’appartamento è al primo piano di una palazzina zeppa di famiglie eppure nessuno si era accorto di nulla. «Quando siamo entrati abbiamo visto un uomo con una torcia elettrica in mano arrivare dalla camera da letto. Abbiamo urlato, lui è corso contro di noi, ci ha spintonato, è uscito dalla porta di ingresso e si è lanciato giù per le scale, con mio marito alle calcagna. Il ladro è andato in panico non è riuscito a uscire dall’ingresso principale del palazzo. Così ha fatto dietrofront ed si è infilato di nuovo in casa nostra. A quel punto l’ho inseguito io, ma è stato più rapido: è tornato in camera e si è lanciato dal balcone».

Una vera caccia al ladro, «sarà durata pochi minuti - assicura Giada -, ma per noi un’eternità. Era un giovane sotto i trent’anni, italianissimo, che non tradiva accenti particolari. Aspetto assolutamente normale: capelli rasati, barba folta ma ben curata, abbigliamento casual». Subito dopo, Giada e il marito hanno chiamato il 113: «Ci terremmo molto a ringraziare la polizia - prosegue la pensionata -. I due agenti delle volanti sono arrivati in pochi minuti. Hanno perlustrato i dintorni, l’appartamento, ma quel che più conta, ci hanno tranquillizzati». Poi sono arrivati figli, di corsa e preoccupatissimi: «E sono stati dolori: in effetti il confine tra coraggio e incoscienza può essere labile in certe occasioni. Lì per lì abbiamo sfoderato la grinta di due tigri, ma quando abbiamo realizzato cosa fosse davvero accaduto le gambe hanno ceduto. Così pure la rabbia».

 

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