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L'11 dicembre

Nek al Regio: «Torno sempre con gioia»

02 dicembre 2019, 05:02

Nek al Regio: «Torno sempre con gioia»

PIERANGELO PETTENATI

La rassegna «Tutti a teatro 19/20», organizzata da Caos Organizzazione Spettacoli con la direzione artistica di Marcello Fava, prevede per mercoledì 11 dicembre al Teatro Regio il concerto di Nek in uno dei suoi primi appuntamenti italiani dopo la parentesi europea del tour. Per il cantante di Sassuolo, questa serie di concerti invernali è la prosecuzione di un 2019 pieno di attività e di soddisfazioni; dalla trasmissione radiofonica al concerto all'Arena di Verona, dai teatri italiani a locali in mezza Europa. Un anno in continuo movimento, come racconta alla Gazzetta: «Non potrei fermarmi. Suonare è come allenarsi, più lo fai e più raggiungi traguardi importanti. La mia vita professionale è così, più mi muovo e meglio è. È naturale che venga un momento in cui devo fermarmi, ma deve essere un momento di naturale pausa e devo sapere che per un po' potrò stare tranquillo, ma tenermi in movimento significa tenermi vivo, sempre».

Il movimento è continuo, ma anche le novità non mancano. A partire dall'ultimo disco «Il mio gioco preferito – parte uno». Come mai la scelta di dividere l'album in due parti?

«Perché possono anche essere presi e considerati singolarmente e vivere tranquillamente da soli. Ma se li ascolti bene capisci che c'è un comune denominatore e se li unisci diventano un album unico di 14/15 pezzi. È la bellezza di fare un progetto diviso in due. L'ho fatto anche perché la musica non ha più memoria, si fanno canzoni su canzoni su canzoni perché la gente più ne ha e più ne consuma. Io invece volevo richiamare un ascolto più attento e ho pensato che un disco diviso in due fosse più “digeribile”, appetibile e interessante».

Qual è il suo gioco preferito? La vita o la musica?

«La mia vita è la musica e la musica è la mia vita. Entrambe sono il mio gioco preferito in assoluto. È un gioco che faccio ormai da 26 anni e lo sto portando avanti nel migliore dei modi, facendo tanti esperimenti e cercando di essere più me stesso possibile. Al tempo stesso, cerco sempre di migliorarmi».

Questo tour segna anche un cambio nel modo di suonare, più basato sugli strumenti classici e meno sull'elettronica; come mai questo cambio?

«Abbiamo attraversato per qualche anno un periodo elettronico, per adeguarci al suono che stava andando per la maggiore, ma c'era il rischio di un'omologazione dei suoni a tutto il resto che circolava, a un appiattimento della musica. Così abbiamo pensato di usare meno strumenti, a togliere anziché aggiungere. Così si mette più in evidenza la struttura della canzone ed elementi che altrimenti non emergerebbero».

Al Regio gioca quasi in casa; quali sono le sue sensazioni?

«Suonare così vicino a casa dà sempre un'emozione diversa. Non so bene da cosa dipenda, ma scatta in me qualcosa per cui ho molta più fifa, ho più sudore nelle mani rispetto a suonare fuori. È come se il pubblico di casa, conoscendomi meglio, riuscisse a scavare di più dentro di me. A Parma ho l'onore di suonare di nuovo al Regio, che è uno dei teatri che amo di più. Come il Valli di Reggio o il Carlo Felice di Genova è uno di quei teatri che più mi colpisce come bellezza, come spazio. Sono orgoglioso di suonare e di creare quel paradosso per la musica pop rock esce dalla bocca di un teatro classico. È una cosa bellissima ed è una delle ragioni per cui decido di tornare nei teatri a suonare».

I biglietti sono in vendita presso la sede provinciale Arci di Parma (Via Testi 4) e su www.ticketone.it. Per informazioni tel. 0521/706214 (Arci Parma), info@arciparma.it oppure www.teatroregioparma.it.

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