Sei in Gweb+

Cultura

Addio a Giuseppe Azzali, editore della lirica

03 dicembre 2019, 05:04

Addio a Giuseppe Azzali, editore della lirica

GIAN LUCA ZURLINI

È stato stroncato da un infarto che lo ha colpito domenica pomeriggio mentre stava salendo i gradoni della curva Nord del «suo» Tardini, la seconda passione dopo quella della lirica e che lo ha portato alla morte dopo sole 24 ore di ricovero al Maggiore.

E con Giuseppe Azzali, «Peppino» come lo chiamavano in tanti anche per via della sua immensa competenza lirica, Parma ha perso un parmigiano «vero», «scètt e sincér», come amava definirsi lui stesso. La sua scomparsa a 78 anni è arrivata quando era ancora pienamente attivo, reduce anche da registrazioni Rai e sempre pronto a sfornare idee da proporre ai figli Daniela e Armando che hanno raccolto da lui il testimone della casa editrice e rivendita di dischi che ha sede in piazzale Boito. Azzali era il «Rigoletto» del Club dei 27, uno dei personaggi più ambiti, che aveva «ereditato» dal fondatore Umberto Tamburini al suo rientro nel 2006 dopo che ne aveva già fatto parte per diversi anni. Il presidente Enzo Petrolini lo ricorda commosso: «Con lui viene a mancare una delle anime popolari del nostro Club e un grande amico. Ma anche un sostegno inesauribile alle nostre iniziative. Senza contare che nella sua bottega, che fortunatamente continuerà grazie ai figli, era davvero un piacere entrare ed era difficile uscire senza un acquisto, perché lui era un venditore nato. Davvero un grande parmigiano, che tanto lustro ha dato alla città con il suo lavoro e la sua competenza».

Giuseppe Azzali aveva aperto nel 1968 assieme all'inseparabile moglie Mirella la libreria Medico-scientifica in via D'Azeglio, nel cuore dell'Oltretorrente, lui che proveniva dalla Rocca di San Lazzaro e aveva avuto in Berto Grossi (l'indimenticato «uomo della schedina» e «sindich äd san Lazor») il suo maestro che lo aveva presentato al titolare della libreria Utet quando aveva 14 anni dicendo «costè chi lé von giust». E quello fra i libri e «Peppino» è stato un amore a prima vista, tanto da diventare il lavoro della sua vita. Prima venditore «porta a porta» e poi libraio. Ma in agguato c'era la lirica, con il Regio nel quale aveva visto a 12 anni accompagnando il padre come prima opera il Lohengrin rimanendo folgorato dalla passione. Si può dire che per 66 anni il Regio sia stato la sua seconda casa. Perché poi nel 1984 fondò la casa editrica Azzali, che ha pubblicato tanti volumi dedicati alla musica, ma anche a Parma e al Parma, come quello sulla storia dei crociati realizzato a più riprese da Aldo Curti e Gian Franco Bellè. Un vero vulcano di idee, Giuseppe Azzali: che ha girato tutti i teatri d'Italia e d'Europa, spesso col suo «banchetto» per diffondere la passione per la lirica con le sue pubblicazioni e i dischi e Cd. sempre mirati alle migliori edizioni delle opere. Non voleva però essere definito melomane («la pèra 'na parola p'r un mat»), ma appassionato sì. E Alberto Michelotti, il «Don Carlos» del «Club dei 27» lo ricorda commosso come «un ver pramzan, che sapeva molto di musica e che era un piacere ascoltare. Con lui perdiamo un'altra figura della nostra cara, vecchia Parma». Giuseppe Azzali lascia la moglie Mirella, i figli Daniela e Armando e l'adorato nipote Gianmaria. La data del funerale non è ancora stata fissata.

 

GIAN LUCA ZURLINI È stato stroncato da un infarto che lo ha colpito domenica pomeriggio mentre stava salendo i gradoni della curva Nord del «suo» Tardini, la seconda passione dopo quella della lirica e che lo ha portato alla morte dopo sole 24 ore...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal