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IL DRAMMA DI CARNIGLIA

L'università, la moto e il volontariato: i 20 anni spezzati di Simone

05 dicembre 2019, 05:08

L'università, la moto e il volontariato: i 20 anni spezzati di Simone

BEDONIA La passione per la moto, quella da trial per arrampicarsi sui terreni impervi di queste terre alte, e poi l'impegno nello studio e l'attenzione verso il prossimo, dimostrata diventando un giovanissimo donatore di sangue. Questo era Simone, un 20enne dal viso da ragazzino che però stava già dimostrando di essere un uomo impegnato. Figlio unico di una famiglia molto conosciuta e stimata in tutta la Valtaro e la Valceno, Simone Filiberti era nato a Bedonia il 28 luglio 1999. Il papà Franco è un ex dipendente dell’amministrazione comunale di Bedonia da poco in pensione, mentre la mamma Marita Ponzini è un'impiegata della scuola. Simone, un ragazzo rispettoso e tranquillo che si impegnava nello studio e nel volontariato, da qualche anno era diventato un donatore di sangue.

Amava la compagnia, l’unico hobby era la moto da trial e nel tempo libero si concedeva qualche ora di svago con gli amici per salire attraverso le insidiose strade mulattiere ed arrivare sulle cime dei monti con la sua moto. Gli piaceva trascorrere qualche serata ad ascoltare musica.

Simone aveva frequentato l’istituto per geometri di Pontremoli ed aveva ottenuto il diploma, mentre da un anno frequentava la facoltà di Economia a Parma. Ieri, come ogni mattina, con la sua auto era diretto alla stazione di Borgotaro per salire sul treno delle 7.20 ed arrivare in città in tempo per seguire le lezioni in università.

Purtroppo ieri mattina la routine è stata spezzata nel modo più tragico e quella via che aveva percorso mille volte gli è stata fatale: forse la sua Punto ha perso aderenza dopo aver imboccato il ponte ed è sbandata contro le protezioni laterali, che non hanno resistito all'impatto. Questo particolare non è sfuggito ai carabinieri del nucleo investigativo dei Nor di Borgotaro, che hanno messo immediatamente sotto sequestro la ringhiera.

Sul volto di tutte le persone che conoscevano il giovane si incontrano solo dolore e lacrime. I suoi amici si sono chiusi nel silenzio, tristi, increduli, con l'anima tormentata dalle mille domande sul perché sia morto, mentre stava andando in università come faceva ogni giorno, un ragazzo della loro compagnia.

La tragica scomparsa di Simone è una disgrazia che ammutolisce. È una morte crudele che ha steso un pesante velo di dolore e tristezza su Bedonia, un paese che tra le luminarie e le luci delle vetrine era già pronto a festeggiare il Natale.

«L’amministrazione comunale e tutti i cittadini sono vicini alla famiglia di Franco e Marita in questo momento di dolore e di sconforto - esordisce, con la voce scossa, il sindaco di Bedonia, Gianpaolo Serpagli -. Franco, il papà di Simone, oltre ad essere stato per oltre 40 anni dipendente modello del Comune è un amico di famiglia, una persona straordinaria che non meritava tutto questo dolore».

La salma di Simone è stata trasportata a Parma ed è a disposizione dell'autorità giudiziaria, ed è per questo motivo che non sono stati comunicati né l’ora né il giorno del funerale.

G.C.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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