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Funerale

Donati gli organi di Beppe Aliano

08 dicembre 2019, 05:07

Donati gli organi di Beppe Aliano

MONICA TIEZZI

Fa la linguaccia Giuseppe Aliano, per tutti Beppe - il 19enne morto il 30 novembre scorso in uno scontro frontale in via Langhirano fra la sua Ford Fiesta e un grosso autocarro - nella foto che i familiari hanno scelto per accompagnare la sua bara al funerale che si è tenuto ieri pomeriggio nella chiesa del Buon Pastore, alla Crocetta.

LINGUACCIA ALLA MORTE
Un'immagine solo apparentemente irriverente, la stessa che i genitori e i più stretti familiari hanno fatto stampare su una t-shirt bianca che ieri indossavano alle esequie. Perché, come ha detto il parroco don Nando Bonati durante la cerimonia, «oggi facciamo la linguaccia alla morte: annunciando la fine terrena di Beppe proclamiamo la sua resurrezione eterna».

DONATI GLI ORGANI
Una giornata di sole terso, e una folla straripante (tanto che al termine della funzione, alle 15 circa, la via Emilia Ovest è andata in tilt per le tante auto che si immettevano in strada) hanno accompagnato l'ultimo viaggio di Beppe, partito dall'ospedale Maggiore. Di mestiere meccanico e pugile per passione, un ragazzone ironico e generoso fino alla fine: la famiglia, interpretando quello che probabilmente sarebbe stato il suo volere, ha disposto la donazione degli organi.
Un gesto che don Nando ha menzionato con commozione al termine della messa, ricordando: «Anch'io vivo grazie ad un trapianto. Beppe, come Gesù, ha attraversato la morte per donare la vita».

ADDIO A SUON DI ROCK
È stata una cerimonia di emozione palpabile, ma trattenuta, quella di ieri. In prima fila il papà Franco e la mamma Lucia - che si sono sorretti a vicenda nello straziante addio al loro unico figlio - le nonne, gli zii, i cugini. Ma anche i tanti, tantissimi amici. Una chiesa gremita di giovani che, quando è stato il momento di accompagnare Beppe fuori dalla chiesa, sorreggendo la bara a spalla, hanno fatto partire con uno stereo portatile un'intensa ballata rock sul senso dell'addio.
In chiesa, contravvenendo ad una regola liturgica, don Nando ha indossato paramenti bianchi, motivando la scelta: «Oggi è il giorno pasquale di Beppe, celebriamo la fiducia al Dio della vita».
In tema anche la scelta delle letture: l'ultima cena descritta da Giovanni nel suo Vangelo, quando di fronte al turbamento degli Apostoli, Gesù li incita ad avere fede in lui «perché io sono la via e la vita e chi crede in me, anche se morto vive».

LA ZIA E LA FIDANZATA
«Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri? Solo perché sono fuori dalla tua vita? Asciuga le tue lacrime - ha letto la zia Concetta Baronessa immaginando le parole del nipote - La morte non è niente, sono solo passato dall'altra parte, sono nella stanza accanto. Quello che eravamo l'una per l'altro lo siamo ancora. Parlami con lo stesso tono affettuoso, continua a ridere di quello che ci faceva ridere. Il mio nome sia la parola familiare di prima, la nostra vita sia la stessa di prima».

DOLORE E RIMPIANTO
Parole di amore e di rimpianto dalla fidanzata Angelica Economopoulos, che ha ricordato le lettere a lei scritte da Beppe. «Ti ho amato profondamente, ti ricorderò in ogni cosa che farò e ogni canzone che ascolterò. Sono qui per dirti che oggi rinnovo la nostra promessa: quando avremo 40 anni, ci eravamo detti, qualsiasi cosa staremo facendo e ovunque saremo, ci dovremo rivedere. Io ci sarò e so che ci sarai anche tu: rifaremo quello che ci piaceva fare, noi anime gemelle. Sei stato l'amore della mia vita, mi aspetterai dove ci rincontreremo».
Al termine della cerimonia, nel sagrato assolato, tanti hanno firmato il libro di condoglianze e lasciato in nome di Beppe un'offerta, che verrà data in beneficenza. Il corteo funebre è quindi proseguito per il Tempio di Valera, dove si è svolto l'ultimo atto del rito funebre.

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MONICA TIEZZI Fa la linguaccia Giuseppe Aliano, per tutti Beppe - il 19enne morto il 30 novembre scorso in uno scontro frontale in via Langhirano fra la sua Ford Fiesta e un grosso autocarro - nella foto che i familiari hanno scelto per...

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