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Il caso

L'arresto, il processo, la beffa: il marocchino dovrà restare a Fontevivo

10 dicembre 2019, 05:06

L'arresto, il processo, la beffa: il marocchino dovrà restare a Fontevivo

FONTEVIVO E' già a casa, e non potrà neppure allontanarsi da Fontevivo, il marocchino 38enne, con una lunga serie di precedenti penali, che sabato sera ha causato una rissa in un bar del paese - in cui era arrivato ubriaco e insieme ad un amico aveva avvicinato eccessivamente un bambino che era nel locale con lo zio - ferendo almeno tre persone, tra cui una ragazza, prima di essere reso inoffensivo dagli avventori del bar e dai titolari.

Un fatto già grave di per sé a cui si è aggiunto quanto successo poche decine di minuti dopo, questa volta a Parma. L'uomo era infatti stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore dal personale del 118 perché lamentava forti dolori alla schiena ma, una volta arrivato all'accettazione, ha ricominciato a dare in escandescenze minacciando anche di morte chi gli aveva chiesto le generalità semplicemente per registrare l'accesso.

Vista la situazione, i medici hanno allertato le forze dell'ordine e sul posto, in pochi minuti, sono arrivate due volanti della Polizia di Stato. Ancora palesemente ubriaco, pur essendo ormai passata oltre un'ora dalla sfuriata nel paese della Bassa, alla vista delle divise il marocchino ha iniziato a inveire contro gli agenti e, mentre questi ultimi cercavano di ricondurlo alla calma e di convincerlo a seguirli in questura, ha iniziato a scalciare per tenerli lontani. Quando finalmente i poliziotti sono riusciti a farlo salire in macchina, l'uomo ha continuato a scalciare e tirare pugni anche all'interno della vettura di servizio e, successivamente, anche nella saletta in cui era stato portato fino a quando è stata evidente la necessità di immobilizzarlo per renderlo inoffensivo. Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato a piede libero per gli altri diversi reati compiuti durante la serata, tra cui anche il possesso di un telefono cellulare che gli è stato trovato in tasca nonostante il divieto di detenere apparati per la comunicazione, il 38enne è stato trattenuto in camera di sicurezza fino al processo per direttissima celebrato ieri mattina e al termine del quale per il marocchino è stato disposto il provvedimento dell'obbligo di dimora.

c.d.c.

Commenti Fiazza e il Pd univoci: «Averlo ancora qui è una beffa»

FONTEVIVO «Almeno prima andava in giro per la provincia a distribuire il disturbo che quotidianamente questo soggetto arreca ovunque si muova, ora dovremo tenercelo a Fontevivo. Sarebbe stato senz'altro meglio rimpatriarlo»: così il sindaco Tommaso Fiazza dopo il processo per direttissima. «Ogni anno cerchiamo di investire risorse, risparmiando su tutto per aumentare il livello di sicurezza dei cittadini e poi ci rimandano in paese, con l'obbligo di starci, un soggetto che ha già una lunga lista di precedenti penali per reati di vario tipo. Non dimentichiamo che questo è lo stesso tizio che si è presentato in municipio minacciando di morte alcune dipendenti, fatto per cui ha rimediato alcune denunce, e sabato sera ha aggredito una ragazza: cosa dobbiamo aspettare per metterlo in condizione di non nuocere agli altri? Ringrazio per l'impegno profuso gli uomini della Polizia di Stato e dei Carabinieri che in questi giorni hanno fatto tutto il possibile per la comunità ma ora non mi resta altro da fare che chiedere a tutti i fontevivesi, che conoscono purtroppo ormai bene il soggetto, di aiutarmi a rendergli difficile continuare a tenere atteggiamenti molesti in paese segnalando alle forze dell'ordine, o a me se hanno paura ad esporsi, ogni sgarro alle regole di convivenza civile». Per una volta, a Fontevivo, Lega e Pd sono d'accordo. Sulla vicenda sono intervenuti anche Luca Bussolati, neoeletto segretario del circolo locale, e le consigliere comunali Lucia Mirti e Anna Tiberti: «L'episodio è di estrema gravità e ringraziamo le forze dell'ordine per essere prontamente intervenute insieme ai militi del 118. Il responsabile di quanto accaduto è una persona nota per comportamenti intemperanti che già nel recente passato hanno arrecato disturbo e disagio agli abitanti della nostra comunità. E' una situazione inaccettabile che non possiamo permettere si ripresenti ancora. L'obbligo di dimora a Fontevivo? Sarebbe stata auspicabile invece la preventiva applicazione del cosiddetto daspo urbano nei confronti di chi turba il quieto vivere del nostro paese, già purtroppo segnato da frequenti episodi che incidono negativamente sul senso di sicurezza dei nostri concittadini».

c.d.c.

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FONTEVIVO E' già a casa, e non potrà neppure allontanarsi da Fontevivo, il marocchino 38enne, con una lunga serie di precedenti penali, che sabato sera ha causato una rissa in un bar del paese - in cui era arrivato ubriaco e insieme ad un amico...

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