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SOLDI SPARITI

Fa il «buco» nel palazzo dei giudici di pace: amministratrice condannata

11 dicembre 2019, 05:08

Fa il «buco» nel palazzo dei giudici di pace: amministratrice condannata

GEORGIA AZZALI

Quelle voci sempre più insistenti di soldi spariti dai conti di un altro palazzo li avevano messi in allarme. Molto più che dicerie per alcuni residenti, che nel dicembre del 2015 avevano convinto anche gli altri abitanti del condominio «Piazzale Boito» a chiedere la convocazione di un'assemblea straordinaria urgente. Una richiesta rimasta lettera morta, ma erano bastate poche settimane per scoprire il perché: il conto corrente condominiale era stato svuotato. E i calcoli più accurati nei mesi successivi hanno portato a galla l'ammanco complessivo: 26.091 euro. Soldi su cui avrebbe messo le mani Federica Buia, 48 anni, parmigiana, condannata ieri a 1 anno e al pagamento di 900 euro di multa per appropriazione indebita. Ma il giudice Paola Artusi, nonostante la pena sotto i 2 anni, non ha concesso la condizionale, per cui se e quando la condanna dovesse diventare definitiva, Federica Buia dovrà chiedere l'affidamento ai servizi sociali per non finire in cella per la gestione del palazzo di piazzale Boito.

Un condominio che tanti conoscono, perché tra quelle mura ha sede il Giudice di pace, oltre a vari studi professionali. Dal 1999 il palazzo era amministrato da Fausto Buia, il padre di Federica, ma nel 2014 l'assemblea aveva nominato la figlia, che si era proposta per sostituirlo. Nonostante il cambio ufficiale della guardia, però, i bilanci e i consuntivi arrivati ai condomini dal 2013 al 2015 portavano sempre la firma del padre. Un amministratore di cui si sono sempre fidati e su cui non hanno mai avuto dubbi, come hanno testimoniato alcuni residenti sentiti durante il processo. I dubbi, però, avevano cominciato ad insinuarsi quando erano arrivate le prime chiacchiere su quell'altro condominio amministrato dallo Studio Gamma Ced, di cui erano soci i Buia.

Siamo alla fine del 2015. Partono le prime verifiche, e in poco tempo viene scoperchiato il vaso di Pandora. Quando - alla richiesta di un'assemblea urgente - non arriva alcuna risposta da parte di Federica Buia, i condomini provvedono da soli nei primi giorni del 2016. E provvedono soprattutto a cambiare l'amministratore. Che il giorno dopo va immediatamente in banca per depositare la propria firma sul conto condominiale, facendo le prime (amare) scoperte: dalla lista movimenti dell'anno 2015 e dagli estratti conto emergono infatti i pagamenti di alcune fatture allo Studio Gamma Ced dei Buia «per compensi amministrazione» con importi superiori a quelli dovuti e non contabilizzati.

Più che un campanello d'allarme. Indizi pesantissimi. Così, il nuovo amministratore prova a chiamare qualche fornitore del palazzo per accertarsi che i pagamenti siano in regola. Solo un'illusione, perché cominciano ad emergere i buchi: la ditta per la manutenzione degli ascensori fa sapere di non aver ricevuto soldi per il controllo annuale dal 2013. Tre rate ancora da saldare, dunque, ma come se non bastasse per tutto il 2015 non risultano pagate le fatture a Iren di acqua, luce e gas. Eppure i condomini hanno sempre versato quanto dovuto.

Bisogna però mettere insieme tutta la documentazione per ricostruire entrate e uscite. Il nuovo amministratore chiede gli atti a Federica Buia, che però consegna solo una parte della contabilità. Durante l'assemblea straordinaria del 4 marzo 2016 la relazione dell'amministratore non può che essere parziale. Eppure i capitoli principali della storia sono già scritti: nonostante le fatture non pagate per ascensore, acqua, luce e gas, emerge che il conto corrente condominiale ha un saldo negativo di 213 euro e nei bilanci c'è una passività totale di oltre 32mila euro. Non solo. Proprietari e inquilini scoprono anche che da otto anni stanno pagando fatture a Iren per contratti di cui non sanno nulla.

Tanto basta per chiedere un provvedimento d'urgenza al giudice civile affinché i precedenti amministratori restituiscano tutta la documentazione. Ma soprattutto un gruppo di sette condomini decide di farsi avanti con la denuncia.

«La mia assistita - sottolinea l'avvocato Francesco Loise - ha fatto presente che è una prassi abbastanza diffusa quella di spostare i soldi da un conto all'altro quando si amministrano più condomini, in modo che se c'è un buco da una parte, perché gli abitanti faticano a pagare alcune rate, lo si "copre" momentaneamente in quel modo con la prospettiva poi che i condomini riescano a rientrare. Certo, il reato di appropriazione indebita sussiste comunque, ma ciò per far capire che il fine non era abietto».

Una «giustificazione» che non ha retto, però. E i guai giudiziari per Federica Buia non sono finiti, perché insieme al padre e alla sorella Monica è stata citata a giudizio anche per l'appropriazione indebita di oltre 400mila euro scomparsi dai conti di altri otto condomini.

 

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