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CONCERTO

Nek entusiasma il Regio

12 dicembre 2019, 05:03

Nek entusiasma il Regio

CRISTINA PELAGATTI

«Il gioco preferito» di Nek? Stare sul palco. Stando all'entusiasmo, al calore, alla gioia che il cantante di Sassuolo ha emanato con naturalezza al pubblico del Regio, pare che sia proprio questo il segreto che sta dietro al titolo del suo nuovo album «Il mio gioco preferito, parte prima», D'altronde, per riuscire ad esprimere tanto godimento sul palcoscenico, decisamente «mangiandoselo», dopo 25 anni di carriera, bisogna proprio che suonare, cantare e intrattenere ti piaccia da morire.

Il pubblico lo capisce e per questo lo ama, lo acclama, canta le sue canzoni da 25 anni, lo segue in tutte le sue avventure, dai tour con Pezzali e Renga alle incursioni televisive ad Amici, fidandosi ciecamente di un uomo che sembra sempre «un vicino di casa che ce l'ha fatta», quello che prima ha fatto i lavori nell'orto e poi si è infilato la giacca di pelle per andare a suonare; quello di pochi fronzoli e tanta sostanza, a cui si può solo volere bene. Nessuna mitomania, nessuna affettazione, solo voce, musica e molto cuore, dato in pasto al suo pubblico, dall'inizio alla fine di un set lungo e generoso che ha messo in luce la qualità dei nuovi brani non scordando nessuna delle hit di 25 anni di carriera.

Nek sale sul palco solo, imbracciando la chitarra e attaccando la serata con «Tu sei tu sai», brano storico e prosegue con un altro dei primi successi «Cuori in tempesta», poi si alza il sipario su Emiliano Fantuzzi e Max Elli alle chitarre, Luciano Galloni alla batteria e Silvia Ottanà al basso (bravissima ed eroica nel suonare col tacco 12) e parte il ritmo che dà il via a una serata lunga, divertente e movimentata con una setlist di trenta pezzi che abbracciano una vita di musica dai primi pezzi ai brani nuovi, dell'album «Il mio gioco preferito parte prima», «La storia del mondo», «Mi farò trovare pronto», «Alza la radio», «Cosa ci ha fatto l'amore», «Il mio gioco preferito», «Musica sotto le bombe». Spettatori in visibilio per i più grandi successi dell'artista tra i quali l'immancabile «Laura non c'è», «Se una regola c'è», «Sei grande», «Se io non avessi te», «Lascia che io sia».

Vedendo Nek sul palco si capisce chiaro e tondo perché anche chi non ami la sua musica, il pop rock melodico, incensa la professionalità, la capacità di stare sul palco e le doti del musicista emiliano, doti che nel panorama musicale odierno decisamente cominciano a latitare e che fanno pensare «Lunga vita a Filippo Neviani in arte Nek da Sassuolo».

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