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Matrimoni

Le nozze civili superano quelle religiose. Ma non a Parma

14 dicembre 2019, 05:05

Le nozze civili superano quelle religiose. Ma non a Parma

LUCA MOLINARI

In Italia per la prima volta i matrimoni in comune hanno superato quelli in chiesa. Emerge dal report Istat relativo al 2018. Lo scorso anno sono stati 195.778 i matrimoni celebrati nel nostro Paese, il 2,3% in più dell'anno precedente, vale a dire circa 4.500. Di questi, oltre la metà - 98.182, il 50,1% - sono avvenuti con rito civile, una formula che è in costante aumento (nel 1970 erano il 2,3% del totale, nel 2008 il 36,7%).

Parma però è in controtendenza rispetto al dato nazionale. Dai dati dell'anagrafe comunale emerge che quest'anno (dato di fine novembre) sono stati celebrati in città 288 matrimoni civili, a cui se ne aggiungono altri 14 avvenuti a Parma, ma che riguardano residenti in altro comune. Quelli religiosi invece sono 335. Di questi, 97 sono quelli celebrati in città e 237 quelli trascritti, ossia quelli di persone che risiedono a Parma, ma che si sono sposate in altri comuni.

Guardando al trend del biennio 2017-2018, emerge una risalita dei matrimoni in comune e un andamento stabile di quelli in chiesa. Lo scorso anno infatti sono stati celebrati 313 matrimoni civili (+11 di residenti in altri comuni) e 385 religiosi. Nel 2017 invece i matrimoni civili erano stati 294 (+14 di residenti in altri comuni) e quelli religiosi 388.

I dati relativi a Parma raccontano quindi una realtà parzialmente diversa rispetto ai risultati del report dell'Istat, secondo il quale ci si sposa di più, ma in età sempre più avanzata e facendo ricorso soprattutto al rito civile, con l'eccezione del sud Italia dove la chiesa resta la prima scelta delle coppie.

Bisogna però tenere conto che i dati – sia quelli locali che quelli nazionali – non fanno distinzione tra prime e seconde nozze. Un fattore determinante per valutare soprattutto l'aumento dei matrimoni in comune. Non a caso, alla tradizione restano legati i più giovani, visto che la percentuale degli under 30 che scelgono il rito civile (24,8%) è inferiore a quella di chi si sposa in età più matura (37,8%).

Su 195mila matrimoni, in 33.933 casi - il 17,3% del totale - almeno uno degli sposi era straniero. Nel nord e nel centro, dove la presenza degli stranieri è più radicata, parliamo di un matrimonio su quattro. Il dato del 2018 è comunque nettamente inferiore a quello di 10 anni fa, quando ci furono 246.613 matrimoni.

Un numero che va di pari passo con il calo delle prime nozze: nel 2018 sono state 156.870 (un dato comunque in crescita rispetto alle 152.500 del 2017) contro le 212.476 del 2008. Un calo da mettere in diretta relazione con l'aumento delle unioni civili che, dal 1997-98 sono più che quadruplicate, passando da circa 329mila a un milione e 368mila. «Una modalità di fare famiglia - dice l'Istat - sempre più diffusa» anche in caso di figli: «L'incidenza di bambini nati fuori dal matrimonio è in continuo aumento, nel 2017 quasi un nato su tre ha genitori non coniugati».

L'altro dato che balza agli occhi è che ci si sposa sempre più vecchi: gli uomini arrivano al primo matrimonio con un'età media di 33,7 anni (nel 2017 era 32,1), le donne con 31,5 (era 29,4).

Quali sono le cause? La prima, dice l'Istat è l'invecchiamento del Paese: in dieci anni (dal 2008 al 2018) la fascia di popolazione tra i 16 e i 34 anni è calata di 12 milioni e questo ha avuto una ripercussione proprio sulle prime nozze dei giovani di quella fascia d'età, calate di circa 10 punti percentuali rispetto a dieci anni fa. La seconda è invece la prolungata permanenza dei giovani in famiglia: secondo le statistiche il 67,5% dei maschi (+1,3% rispetto a 10 anni fa) e il 56,4% (+3%) delle donne tra i 18 e i 34 anni vive in casa. Una situazione, sottolinea ancora l'Istat, dovuta «all'aumento della scolarizzazione e all'allungamento dei tempi formativi, alle difficoltà dei giovani nel mondo del lavoro, alla condizione di precarietà del lavoro stesso e alle difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni».

Quanto alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, nel 2018 sono state 2.808, con una prevalenza di uomini (il 64,2% del totale). Il 37,2% è stato costituito nel nord ovest e il 27,2% al centro, ma è soprattutto nelle grandi aree urbane che si concentra il maggior numero. Delle 2.808 unioni il 32,7% è stato celebrato in grandi città.

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LUCA MOLINARI In Italia per la prima volta i matrimoni in comune hanno superato quelli in chiesa. Emerge dal report Istat relativo al 2018. Lo scorso anno sono stati 195.778 i matrimoni celebrati nel nostro Paese, il 2,3% in più dell'anno...

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