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Piazzale Boito: condominio resta al buio e al freddo

23 dicembre 2019, 05:06

Piazzale Boito: condominio resta al buio e al freddo

Per fortuna che gli aperitivi si possono preparare senza corrente elettrica e che le bottiglie per i brindisi si possono stappare anche a lume di candela, ma la situazione si complica quando un cliente entra e chiede un caffè. Per tutta la giornata di ieri, in piazzale Boito, avvicinare le labbra ad una tazzina fumante è stato letteralmente impossibile, a causa del black out che per ore e ore ha lasciato al buio e al freddo i bar che si affacciano sul piazzale, oltre alle famiglie che abitano nel grande condominio che fa angolo con strada del Conservatorio.

E se dentro ai locali i brindisi e gli auguri venivano fatti a lume di candela, negli appartamenti l'atmosfera era di sicuro meno romantica a giudicare dal tono delle telefonate ricevute in redazione. «Qua sembra di essere a Cuba. Salta la luce e nessuno ti dice niente. Impossibile avere informazioni su quando ripareranno il guasto, perché al numero verde segnato in bolletta nessuno dice niente di preciso», si lamenta un lettore che, dopo più di dieci ore senza corrente elettrica e riscaldamento ha deciso di alzare la cornetta e sfogare la sua esasperazione al centralino della Gazzetta di Parma.

A restare avvolta nel buio non è stata tutta la zona di piazzale Boito, dato che i lampioni che illuminano il piazzale e le strade vicine ieri sera si sono accesi con il calare della sera, ma solo il grande condominio (civici 3 e 5) che chiude il piazzale sul lato Sud.

Al di là dell'evidente disagio provocato dall'essere rimasti un'intera giornata senza luce, a far andare su tutte le furie i residenti è stata la mancanza di risposte da parte di chi avrebbe dovuto spiegare cosa stava accadendo. «Per tutta la giornata ho provato a chiamare il numero di pronto intervento che compare sulla bolletta. Ma nessuno è stato capace di dirmi, con certezza, quando sarebbe tornata la luce», assicura Giovanni Baroni, una delle vittime del black out.

La corrente elettrica ieri è mancata prima delle nove, c'è chi dice addirittura verso le 8, e 12 ore più tardi non era ancora tornata. «A dir la verità - precisa Baroni - verso le 17 il black out sembrava essere risolto, tanto che la corrente è tornata. Ma dopo circa 20 minuti siamo ripiombati nel buio».

La mancanza di energia elettrica, oltre a far sprofondare gli appartamenti nel buio, è stata accompagnata da un altro inconveniente: l'impossibilità di far funzionare le pompe del riscaldamento centralizzato. Per fortuna ieri la temperatura è stata abbastanza mite (attorno ai 14 gradi), ma questa è una magra consolazione.

Stando alle informazioni raccolte dai residenti, il problema è nel cavo che alimenta il palazzo, cavo che avrebbe provocato già due black out nell'arco di un mese, anche se in quelle occasioni la corrente elettrica non è mai scomparsa per una giornata intera, come successo ieri.

«A quanto pare la pioggia intensa ha allagato la cabina elettrica che c'è in strada del Conservatorio e questo avrebbe provocato il guasto all'origine del black out. Ma se è così, perché a mancare è solo la luce del nostro palazzo e non anche quella dell'illuminazione pubblica?» si domanda Baroni, prima di far notare un dettaglio che dovrebbe mettere fretta a chi è chiamato a riparare il guasto: «Nel palazzo vivono tanti anziani e tanti bambini. Lasciarli senza luce e riscaldamento non è il massimo».

P.Dall.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per fortuna che gli aperitivi si possono preparare senza corrente elettrica e che le bottiglie per i brindisi si possono stappare anche a lume di candela, ma la situazione si complica quando un cliente entra e chiede un caffè. Per tutta la giornata...

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