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INTERVISTA

Bagnai: Con questa manovra si raschia solo il barile

24 dicembre 2019, 05:06

Bagnai: Con questa manovra si raschia solo il barile

PATRIZIA GINEPRI

 

A fine anno si tirano le somme, tra legge di bilancio, trattative a Bruxelles e mercati sempre più competitivi. L'obiettivo è uscire dalle secche della stagnazione e investire sul futuro del Paese, un percorso tutt'altro che semplice. Ne parliamo con l'economista Alberto Bagnai, senatore della Lega e presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama.

Senatore Bagnai, iniziamo dalla manovra. Quali sono le vostre critiche?

Contestiamo fondamentalmente due principi: il primo è come la manovra sia stata varata in Parlamento. Serve, infatti, un ripensamento sui tempi, a prescindere da chi è chiamato ad attuarla. Il secondo è un tema più politico e proprio di questa maggioranza: questa è una manovra che raschia il barile. Si differiscono le compensazioni dei crediti per le aziende, si introducono nuove imposte, c'è la disattivazione delle clausole di salvaguardia. ma questa scelta l'avrebbe fatta qualsiasi governo. Restano per i prossimi anni svariate decine di miliardi di clausole di salvaguardia ancora da disinnescare, dunque, la svolta di cui parla il ministro Gualtieri, che ha tutto il mio rispetto, sinceramente, sembra ancora una pagina non pienamente scritta. Non si capisce che progetto e che idea di futuro ci sia.

Le imprese lamentano una pressione fiscale sempre alta

La cultura anti-imprenditoriale è dichiaratamente parte della filosofia politica di alcune componenti dell'attuale maggioranza. A determinare lo sviluppo di un paese è l'industria manifatturiera che andrebbe maggiormente tutelata. Oggi i servizi hanno un peso crescente, ma il motore dello sviluppo e dell'innovazione resta la manifattura, cuore vivo e pulsante dell'economia.

In particolare si tratta di pmi

Certo. Personalmente ho sempre cercato di contrastare la visione di alcuni colleghi convinti che la produttività si ottenga solo con un'economia di scala. Affermare che il ritardo del paese è dovuto al fatto che le aziende sono medio piccole è un concetto che non sta in piedi, anche in Germania ci sono tante piccole e medie imprese. Le motivazioni del rallentamento della produttività italiana sono complesse e vanno cercate altrove. Noi abbiamo imprese medio piccole che riescono a competere sui mercati internazionali perché offrono un prodotto di nicchia, sono flessibili e si sanno adattare alle esigenze dei clienti creando prodotti su misura che le grandi catene di montaggio non possono realizzare.

Come si aiutano queste imprese?

I problemi legati alla competitività sono altri, ad esempio le infrastrutture. Su questo fronte lo stato è deficitario. Ho girato tutta l'Italia e ovunque si incontri un azienda esistono problemi legati alle strade e alle infrastrutture. C'è poi il grande tema della semplificazione e dell' alleggerimento burocratico. Se da un lato la rivoluzione informatica permette alla piccola impresa italiana di essere contattata dal cliente giapponese che l'ha trovata su internet, e in questo modo si semplifica la rete commerciale, dall'altra c'è uno stato che obbliga le aziende a una serie di richieste di documentazioni e di adempimenti sempre più pesanti.

Parliamo del Mes e dell'acceso dibattito in corso. Lei che Europa vorrebbe?

Un trattato come il Mes dovrebbe essere portato all'attenzione pubblica per tempo, perché alcune regole stanno per essere cambiate in un modo non particolarmente ottimale per il nostro Paese. C'è bisogno di un'Europa più trasparente, più partecipata dai cittadini, o quantomeno dai loro rappresentanti. Ho visto una grande passività in Parlamento rispetto a quello che succede a Bruxelles. L'Italia ha le sue specificità e deve portarle all'attenzione dell'Unione.

Per Parma capitale italiana della cultura 2020 sta per iniziare un anno sotto i riflettori. Consigli?

Vengo ora da Matera che in circostanze analoghe ha conosciuto una fase di grande impulso e rinnovamento. È fondamentale cominciare a trasmettere, anche a livello europeo, un'immagine dell'Italia legata non solo a un passato prestigioso sotto il profilo artistico, ma anche a un presente in cui il made in Italy è protagonista per ingegno, qualità e creatività.

Ad esempio i nostri prodotti tipici...

Noi abbiamo uno stile di vita a cui il mondo si ispira, dobbiamo esserne fieri. Eventi come Parma 2020 possono essere occasioni per recuperare consapevolezza rispetto ai valori che esprimiamo.

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PATRIZIA GINEPRI A fine anno si tirano le somme, tra legge di bilancio, trattative a Bruxelles e mercati sempre più competitivi. L'obiettivo è uscire dalle secche della stagnazione e investire sul futuro del Paese, un percorso tutt'altro che...

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