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IMPRENDITORE

L'addio di Parma ad Aldo Ghidini: «Amava la città, era capace e coerente»

27 dicembre 2019, 05:07

L'addio di Parma ad Aldo Ghidini: «Amava la città, era capace e coerente»

Andrea Violi

L'impegno sul lavoro, l'amore per la sua città e per lo sport, i valori in cui credeva: per queste cose l'imprenditore Aldo Ghidini resta nella memoria dei parmigiani. E in tanti ieri mattina, negli spazi della sala del commiato del Consorzio onoranze funebri in viale della Villetta, hanno voluto dare l'ultimo saluto all'imprenditore, scomparso all'età di 91 anni. Professionisti, imprenditori, amici e conoscenti si sono stretti ai figli Andrea e Daniele e ai loro famigliari. Il rito funebre si è concluso verso mezzogiorno, quando il feretro - sul quale è stato posato un mazzo di rose rosse - è stato portato al Tempio di Valera, mentre Andrea Ghidini ha espresso un ringraziamento pubblico a nome di tutti i famigliari.

IL RICORDO DEI FIGLI

Aldo Ghidini ha guidato la Overmach con il figlio Andrea, presidente dell'azienda leader del settore di macchine utensili. Poco più di un mese fa è stato colpito da un malore. Ma fino ad allora era rimasto attivo. «Abbiamo sempre camminato sul sentiero del lavoro insieme, ha sempre creduto in me», dice Andrea Ghidini ricordando il padre, con cui aveva un rapporto «estremamente positivo». «È stato un percorso meraviglioso - continua -. Grande sportivo, giocò anche nelle giovanili del Parma. Inoltre abbiamo sponsorizzato il rugby». In alto nella scala di valori di Aldo Ghidini, sottolinea il figlio, «c'erano la famiglia e il lavoro. Era un lavoratore instancabile e spingeva sempre per realizzare le mie idee. Era una colonna portante, per me».

«È stato un grande esempio, per la determinazione e la dirittura morale - aggiunge Daniele Ghidini -. Il suo esempio e i suoi valori, la rettitudine, le regole che si è dato e che ha cercato di trasmettere sono ciò che mi ha lasciato di più». Non solo: amava molto Parma. Nel suo ricordo, Daniele Ghidini sottolinea che il padre «era legato alla città, teneva particolarmente alla parmigianità nel senso buono del termine, di qualcosa di concreto».

Era orgoglioso di ciò che Parma ha saputo fare nel tempo e questo emerge dai ricordi di tanti.

UNA CARRIERA DI SUCCESSO

Nato nel 1928, Aldo Ghidini nel 1945 entra come impiegato all'Ufficio provinciale del lavoro, dove rimane per 11 anni. Nel 1956, infatti, è assunto in Banca Emiliana come cassiere. Lavora per l'istituto di credito fino al 1983, ricoprendo diversi incarichi. Come lo stesso Ghidini ricordava alcuni anni fa in un'intervista di Patrizia Ginepri per la Gazzetta, alla Banca Emiliana è stato, tra l'altro, direttore di due filiali contemporaneamente (in via Gramsci e in via Montanara) e dirigente nel settore dei fidi. Poi la decisione di andarsene dalla banca, diventando imprenditore. E nel 1986 affianca il figlio Andrea nella Overmach.

Ghidini era un uomo con forti competenze e tanti interessi, anche al di fuori dall'ambito strettamente aziendale. Amava lo sport: la Overmach ha sponsorizzato infatti la società Rugby Parma.

Fra il 1995 e il 1998 è stato amministratore delegato dell'aeroporto «Verdi». È stato anche presidente del Tennis Club Mariano dal 1992 al 2000. Nel curriculum dell'imprenditore non è mancato un ruolo nel gruppo Gazzetta di Parma. Fra il 2002 e il 2006, infatti, ha ricoperto l'incarico di presidente della concessionaria pubblicitaria Publiedi.

Aldo Ghidini è stato insignito anche del Premio Sant'Ilario: è medaglia d'oro nel 2003. «Con spirito creativo ed innovativo - recitava la motivazione - ha portato l'azienda meccanica da lui diretta (la Overmach, ndr) ai massimi livelli europei per tecnologia e incidenza sul mercato, contribuendo al benessere ed allo sviluppo della nostra Città». Una medaglia d'oro consegnata dall'allora sindaco Elvio Ubaldi. Un riconoscimento importante da Parma, dalla città che - ricordano tutti - Aldo Ghidini amava molto, impegnandosi sempre per la sua crescita in tutti gli ambiti.

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