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Leucemia

Dona il midollo osseo al padre

28 dicembre 2019, 05:05

Dona il midollo osseo al padre

MONICA TIEZZI

Una storia che profuma di famiglia, affetti, amore: una figlia che dona il midollo osseo al padre affetto da una leucemia. La donazione è avvenuta il 18 dicembre e la reinfusione delle cellule staminali è prevista a giorni.

La protagonista della storia è Martina Vernizzi, 19 anni, ex studentessa del Marconi (indirizzo linguistico), iscritta al primo anno di economia aziendale all'Università di Parma. Il papà è Enrico Vernizzi, 48 anni e una battaglia con la leucemia mieloide che dura da nove. Il primo ricovero è del 2010, prima a Parma e poi alla Fondazione Irccs - Policlinico San Matteo di Pavia. Sono seguiti due trapianti, grazie a due donatori sconosciuti del Registro nazionale italiano donatori di midollo osseo.

La compatibilità, in entrambi i casi, era molto alta.

La malattia è stata fermata una prima volta, poi c'è stata una ricaduta. Altro trapianto, nel 2014, che questa volta era sembrato risolutivo. Erano già cinque anni che Enrico - che ha un'azienda di finiture di interni in città - stava bene. Ma a fine settembre scorso, c'è stata una seconda ricaduta.

A quel punto attingere di nuovo ai donatori della banca dati diventava difficile, anche per le regole stringenti in materia. Bisognava cercare un donatore in famiglia. Scartato il figlio minore Matteo, 15 anni (troppo giovane per una donazione) e la ex moglie di Enrico, Nadia Pieri Nerli pur disponibile non compatibile, restava Martina. Che non ha avuto esitazioni: «I medici mi hanno detto subito che stavolta sarei stata io la donatrice. Ho fatto le analisi a fine ottobre, ed è risultata una compatibilità del 50%. Mamma era felicissima, papà meno: si sentiva responsabile, quasi io fossi obbligata a compiere quella scelta. Ma non è così», dice Martina.

Il prelievo (durato poco più di cinque ore) e la plasmaferesi sono avvenuti mercoledì 18 dicembre. Martina ha postato su Facebook una sua foto al Policlinico San Matteo: è sorridente, serena, sul letto d'ospedale. «Ho donato il midollo osseo al mio papà. Vent'anni fa lui mi ha dato la vita e poterla ridare a lui, oggi, mi rende immensamente orgogliosa e piena di gioia» ha scritto sul social. «Non è stato doloroso: come una donazione di sangue, ma con due aghi anziché uno. Mamma mi ha fatto compagnia», aggiunge Martina al telefono.

Papà intanto è a casa a Parma: sta facendo una chemio con medicinali, possibile anche a domicilio. La reinfusione, inizialmente prevista per il 19 dicembre, è slittata a causa di un problema di salute del ricevente, che dev'essere in buona forma al momento del trapianto. Sarà effettuata a Pavia a giorni.

Nel frattempo la famiglia, riunita per l'occasione, ha vissuto un Natale speciale: «Sono credente, e ho chiesto a Dio il mio regalo speciale per quest'anno. Speriamo mi ascolti», dice Martina.

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