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Il caso

I cani antidroga al freddo, la denuncia del Siulp

28 dicembre 2019, 05:04

I cani antidroga al freddo, la denuncia del Siulp

I parmigiani si ricordano bene dei cani poliziotto che spesso hanno visto in azione in città, impegnati nei controlli in zone come l'Oltretorrente, nei parchi o nelle scuole. Un ausilio preziosissimo per la polizia di Stato dal momento che gli agenti «a quattro zampe», grazie al loro olfatto, sono dei maghi a scovare la droga ma anche a fiutare l'esplosivo.

Barak e Jago (i due più noti da queste parti perché spesso impegnati a Parma) e i loro «colleghi» tra cui Pongo, Cecio, Maverick, Nutella, Mickey, Spok, Kyra e Irvin, fanno parte del Reparto cinofili in forza alla questura di Bologna. Da lì vengono indirizzati nelle città che hanno bisogno del loro apporto (a Parma non esiste, infatti, un tale reparto). Questi amici non stanno, però, passando delle buone feste. Il Siulp, sindacato di polizia di Bologna, ha infatti lanciato tempo fa l'allarme. I cani poliziotto si trovano, infatti, alla «Prudentino», una caserma felsinea le cui condizioni non sono più adatte ai cani. Jago, Barak e gli altri alloggiano infatti in box sprovvisti di riscaldamento, di un apposito impianto antigelo e perfino dell'acqua calda. Per non parlare dell'area verde che si trova all'interno della medesima caserma, definita dal segretario provinciale del Siulp bolognese Amedeo Landino «una palude di fango». Anche i cani sono vittime della burocrazia. Ha ricordato infatti il sindacato che «il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Lombardia e l'Emilia-Romagna ha recentemente comunicato che l'intervento di ristrutturazione del canile presente nella caserma è stato stimato per un importo di 135mila euro e l'Amministrazione comunale ha fatto sapere che esisteva già un progetto per una nuova casa per il Reparto cinofili. Ma nulla è stato fatto».

Il Siulp felsineo, nel frattempo, si è dato molto da fare. Ha scritto al questore di Bologna e al Prefetto del capoluogo regionale per informarli della situazione e poi ha iniziato una raccolta fondi con cui sono state ordinate dieci cucce con lampade riscaldanti che arriveranno però all'inizio di gennaio. Per il momento, spiega il segretario bolognese, «qualche cane trova ospitalità a casa dei conduttori (gli agenti umani con cui i quattrozampe lavorano)». Si attende, comunque, «l'epilogo di questa situazione vergognosa. Sono stati anche fatti alcuni preventivi per risolvere il problema ma i tempi della burocrazia sono molto lunghi».

Per i cani poliziotto è, intanto, scattata una gara di solidarietà. Si può, ad esempio, fare una donazione per Jago, Barak e gli altri cani della caserma Prudentino al numero Iban IT 87P 05034 02414 000000109802. Causale: RiscaldiAMOli. Qualche giorno fa, inoltre, un'azienda di Milano, la Poldo Dog Couture, ha donato dei cappottini di piumino per i cani. Così come non sono rimaste insensibili altre persone. Gesti preziosi in attesa che questi servitori dello Stato abbiano finalmente una casa dignitosa.

M.Cep.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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