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TESTIMONIANZA

La scrittrice Alessia Mainardi: «Io, disabile al cinema per le feste. Missione impossibile»

29 dicembre 2019, 05:06

La scrittrice Alessia Mainardi: «Io, disabile al cinema per le feste. Missione impossibile»

CLAUDIA OLIMPIA ROSSI

Classico natalizio al pari degli anolini, per i disabili il cinema somiglia invece ad un’altra tradizione: la tombola ad estrazione a sorte. Alessia Mainardi, scrittrice parmigiana affetta da Atassia di Friedreich, una malattia neurodegenerativa che la costringe in carrozzina, racconta la spiacevole vicenda che l’ha vista protagonista. Desiderando assistere alla proiezione del film «Jumanji: The Next Level», la sera del 26 dicembre ha raggiunto con la nonna il cinema The Space di Parma centro: purtroppo, non solo i posti erano già occupati, ma non le è stata data la possibilità di opzionarli per un altro spettacolo. La prenotazione online? Impossibile per chi sia munito di carrozzina. «I disabili a Natale non possono andare al cinema - esordisce Alessia - o comunque è meglio che non cerchino di farlo come tutte le altre persone. Nonostante io mi sia presentata là venticinque minuti prima dell’inizio, quando sono arrivata alla biglietteria mi è stato detto: eh no, la sala è già piena, i posti per le carrozzine sono due, entrambi occupati, e ci sono esigenze di sicurezza».

Senza obiettare, avrebbe quindi domandato di prenotare i biglietti per un altro giorno, incassando un nuovo no, essendo possibile emettere il biglietto al disabile solo al momento del suo ingresso. «Mi oppongo - ribadisce - a questo atteggiamento. Punto primo: sul sito online di The Space Cinema i posti riservati ai disabili, il cui numero dipende dalla capienza della sala, appaiono non selezionabili e non si capisce se siano già occupati. Per erogarmi il biglietto, che è omaggio, in quanto disabile, devono vedermi. D’accordo: faccio la coda, perché non esistono corsie preferenziali, ma di fronte al tutto esaurito mi aspetterei almeno una prelazione sul biglietto del giorno dopo. Mi dicono di no, appellandosi alla normativa? In realtà si tratta di semplici direttive. In Lombardia i posti sono prenotabili e possono essere riservati alcuni giorni prima. Altrimenti io rischio in qualunque giorno che lo spettacolo cui sono interessata sia già occupato da altri disabili».

Alessia Mainardi, autrice di romanzi fantasy, fondatrice di Casa Ailus, collettivo di autori ed illustratori, cosplayer per hobby, si batte per affermare i diritti dei disabili a condurre una vita normale, lavorando e coltivando le proprie passioni.

«Vorrei far pacatamente presente - aggiunge Alessia - che recarci al cinema non è per noi così agevole, perché ogni spostamento in carrozzina diventa difficoltoso. Propongo di rilasciare al disabile, che resti fuori in queste circostanze, una prelazione nominale da confermare entro un dato orario prima della proiezione stabilita, rendendo il biglietto disponibile per altri nel caso non si presenti. Quanto meno mi verrà evitata la roulette russa di vestirmi, caricare la carrozzina in macchina, arrivare lì, parcheggiare, raggiungere il cinema, fare la coda e sentirmi dire: “eh no, sai, erano due, tu sei la terza e quindi resti fuori”. Chi abbia qualunque grado di potere, anche minimo, vuoi il commerciante che si possa dotare della pedana ripiegabile per far accedere il disabile al proprio negozio, vuoi il gestore di un cinema, ha l’obbligo morale di trattare tutti come persone. Che io cammini, sia in carrozzina, mi muova trascinandomi sui gomiti, va data a me la stessa possibilità di qualunque altro. Anche sulla questione di sicurezza ho molto da obiettare. Il cinema The Space della Galleria ha i posti per le carrozzine collocati in fondo alla sala, con le uscite di emergenza precluse».

La direzione di Parma di The Space Cinema replicherà nei prossimi giorni, consultata la sede centrale.

 

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