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Dino, barbiere e gentiluomo

30 dicembre 2019, 05:05

Dino, barbiere e gentiluomo

ANNA PINAZZI

CITTADELLA La delicatezza delle mani di Dino è la stessa del suo animo. Velocemente, tra un sorriso e una parola buona, taglia, sfila, accorcia e accarezza. Dino Giuffredi, classe 1943, barbiere da quando ha 14 anni, chiude, dopo 62 anni di attività, il suo negozio di viale Duca Alessandro.

«Stanotte non ho dormito – confida –, ho passato in rassegna fatiche, clienti, aneddoti divertenti. Ricordo ancora quando nel '65 sono andato, insieme ad altri cinque barbieri, a tagliare i capelli a cinquecento seminaristi – racconta divertito –: mi ero portato la Gazzetta dello sport e, per questo, il priore stava per cacciarmi... neanche avessi portato da leggere Playboy!».

Come fosse ancora un ragazzino, si muove agilissimo tra i capelli caduti sul pavimento di un negozio che racchiude, tra le sue pareti verdi e uno stile un po’ retró, la più autentica parmigianità. Non c’è da sorprendersi infatti se, proprio come lo scorso sabato mattina (ultimo giorno di apertura), entrando in barberia si sente qualcuno recitare a gran voce e in maniera appassionata una poesia dialettale di Pezzani: «I dan l’Otello a presi popolär, l’è la sira dill servi e di povrett!», esclama emozionato il professor Franco Gennari Daneri, cliente storico.

È proprio vero, Dino apre ai clienti il suo negozio come fosse la sua casa. «È dal ‘67 che mi faccio tagliare i capelli da lui – dice il maestro Nunzio Rizzoli –. So cosa aspettarmi da Dino e Dino sa cosa aspettarsi da me, è confortante». È anche questo uno dei talenti di Giuffredi: l’abilità di saper instaurare il giusto legame con chi ha di fronte. «Di alcuni clienti abituali non conosco il cognome – continua l’artista del rasoio –, eppure, alcuni mi hanno raccontato segreti o fatti rilevanti della loro vita. Si fidano di me».

Ma qual è, oltre questo, il segreto di 62 anni di attività? Dino, senza nemmeno pensarci, risponde: «Il gusto del lavoro. Agli esordi – continua – ho trascorso cinque anni senza mai fermarmi, tra il negozio e la scuola da barbieri a Modena che frequentavo il lunedì, unico giorno di chiusura». Se non ci fosse stata una grande passione, dunque, dello storico negozio di viale Duca Alessandro oggi non vi sarebbe probabilmente nemmeno traccia. Il lavoro di barbiere è un’arte da trasmettere e, come tutte le arti, per riuscire nella maniera migliore, necessita di entusiasmo e tanta costanza. «Non c’è più nessuno che vuole imparare questo mestiere –spiega dispiaciuto –. Avevo provato ad aprire, insieme ad altri colleghi della zona, una scuola per giovani barbieri, ma l’ho dovuta chiudere a causa di mancanza di allievi».

L’amore di quest’uomo per il proprio lavoro si scopre anche nei dettagli: accarezza i capelli dei clienti come qualcosa di prezioso, li scruta, orgoglioso, dietro i suoi occhialetti tondi, per capire dove migliorarsi ancora, nonostante l’esperienza. «Questo lavoro è il mio ossigeno», rivela commosso. E per salutare i suoi clienti (e il suo lavoro) ha deciso di organizzare un bel brindisi nel suo negozio, domani sera, per festeggiare il nuovo anno. Dino non abbandona i suoi clienti neanche a «fine mandato». Li ha sempre accompagnati con estrema cura, dall’entrata con un sorriso all’uscita della barberia con la sua frase di rito: «E adesso non le venga in mente di mettersi il cappello!». Così, ha deciso di accompagnarli (e accompagnarsi) verso l’inizio di un anno che sarà per tutti certamente diverso.

Tutti adorano Dino. Durante l’ultima mattinata di apertura la porta della bottega è stato un continuo chiudersi e aprirsi. Chi è venuto a portare regali, chi lettere di ringraziamento, chi è entrato per salutare di persona il proprio barbiere di fiducia. Una cosa è certa: fuori dalla saracinesca chiusa, Dino non dimenticherà nessuno e nessuno si dimenticherà di lui.

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ANNA PINAZZI CITTADELL La delicatezza delle mani di Dino è la stessa del suo animo. Velocemente, tra un sorriso e una parola buona, taglia, sfila, accorcia e accarezza. Dino Giuffredi, classe 1943, barbiere da quando ha 14 anni, chiude, dopo 62...

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