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In calo il numero dei nati. Ma meno della media regionale

31 dicembre 2019, 05:06

In calo il numero dei nati. Ma meno della media regionale

VITTORIO ROTOLO

All'Ospedale Maggiore, il 2019 ha fatto registrare un lieve calo delle nascite: 2610 i parti avvenuti quest'anno, a fronte dei 2650 registrati nell'anno precedente. «Parliamo di una contrazione pari a poco meno del 2%, comunque inferiore al dato complessivo della nostra regione» spiega Tiziana Frusca, direttore dell'Unità operativa di Ostetricia e ginecologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria della nostra città.

Al Maggiore, quest'anno, il 30% circa dei bambini venuti alla luce appartengono a famiglie di origine straniera: Nord Africa ed Est Europa, le aree geografiche più rappresentate.

Sono diminuiti i tagli cesarei: 590 in tutto, quelli eseguiti nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Parma, nel corso dell'ultimo anno. «Viaggiamo intorno al 23%: un dato che, anche in questo caso, si attesta al di sotto della media regionale. Appena cinque anni fa, eravamo al 32%» fa notare Frusca. «Sono numeri che testimoniano la bontà del lavoro svolto all'interno della nostra struttura ed un impegno costante, da parte di tutti i professionisti, finalizzato ad eseguire il taglio cesareo solo in presenza di indicazioni appropriate. Il calo di questo tipo di interventi - precisa - non ha comportato un aumento di bambini nati con patologie».

E a proposito di parti cesarei, all'Ospedale di Parma il contatto «skin-to-skin» (pelle a pelle) fra mamma e bambino sarà presto incentivato pure in sala operatoria. «Parliamo di cesarei programmati e non di quelli eseguiti con carattere d'urgenza» dice il direttore dell'Ostetricia e ginecologia del Maggiore. «Una volta nato, e dopo essere stato affidato al neonatologo per una prima valutazione, se le sue condizioni sono buone il piccolo viene restituito alla mamma, che può così tenerlo vicino ed attaccarlo al seno, mentre l'intervento è ancora in corso. Sulla base degli studi compiuti da una nostra studentessa, nell'ambito della sua tesi di laurea, abbiamo individuato tutte le misure necessarie a garantire il benessere del bambino».

Non sarà questa l'unica novità del 2020. «Insieme al dottor Roberto Berretta (responsabile con incarico di alta specialità in ginecologia oncologica, ndr) - annuncia Frusca - stiamo costruendo, in sinergia con il territorio, un percorso per la centralizzazione di tutta la patologia oncologico-ginecologica, con la possibilità di eseguire interventi complessi e l'applicazione, a partire dal mese di marzo, della chirurgia robotica».

Nel reparto di Ostetricia e ginecologia del Maggiore, il 2019 è stato caratterizzato da un generale miglioramento dei livelli di assistenza, propiziato in primo luogo dall'assunzione di 22 ostetriche, «andate a colmare le carenze di organico» osserva Frusca. «Inoltre - aggiunge - è stato riorganizzato il servizio di anestesia: oggi possiamo contare su tre anestesisti presenti al mattino e due al pomeriggio, con uno di questi professionisti totalmente dedicato alla sala parto».

Sulla scia di quanto già avvenuto in altre regioni come la Toscana e la Lombardia, anche in Emilia-Romagna si lavora per istituire i centri di medicina Materno-fetale. Entro la prima metà del nuovo anno, il Comitato percorso nascita regionale potrebbe presentare la sua proposta, con tanto di criteri che dovranno definire tali strutture. «L'ospedale Maggiore è all'avanguardia - rileva Frusca -: siamo un centro di riferimento per le malformazioni, abbiamo il servizio di diagnosi prenatale e il Day service ambulatoriale per le gravidanze a rischio». «Parma, insomma - conclude Frusca -, ha tutte le carte in regola per diventare centro di medicina Materno-fetale».

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VITTORIO ROTOLO All'Ospedale Maggiore, il 2019 ha fatto registrare un lieve calo delle nascite: 2610 i parti avvenuti quest'anno, a fronte dei 2650 registrati nell'anno precedente. «Parliamo di una contrazione pari a poco meno del 2%, comunque...

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