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Telefonini

Piace l'appello del Papa. Con qualche distinguo

31 dicembre 2019, 05:04

Piace l'appello del Papa. Con qualche distinguo

LUCA MOLINARI

«Basta telefonini a tavola». L'appello lanciato da Papa Francesco durante l'Angelus domenicale del 29 dicembre – nel giorno della festa della Santa Famiglia di Nazareth – sta creando un enorme dibattito. A Parma non mancano le famiglie e i giovani che condividono le parole pronunciate dal Santo Padre, anche se con alcuni distinguo e posizioni più concilianti.

Nella maggior parte dei casi le famiglie parmigiane non prevedono espliciti divieti di utilizzo del cellulare a tavola, ma si appellano al buonsenso dei propri figli. Pontefice ha esortato i giovani presenti in piazza San Pietro a non essere «come quei ragazzi che a tavola, ognuno col telefonino, passano il tempo chattando. In quella tavola sembra un silenzio come se fossero a messa». E ha invitato tutti a «riprendere la comunicazione in famiglia».

«Da quando ho ridotto l'utilizzo del cellulare parlo maggiormente con i miei genitori». A parlare è Damiano Berté, ventiduenne studente del secondo anno di Medicina. «Di solito non uso mai il cellulare durante i pasti con i miei genitori – precisa –. Ho iniziato ad usare meno il cellulare quando mi sono accorto che tra messaggi e Instagram facevo fatica a concentrarmi nello studio. Ho capito che dovevo cambiare il mio comportamento nei confronti della tecnologia».

Francesca invece è una studentessa liceale diciassettenne, che fatica a staccarsi dal cellulare anche durante i pasti. «A volte mi costa molto lasciare il telefonino mentre sono a tavola coi miei genitori – confessa –: spesso lo faccio soltanto perché mi costringono, ma preferirei continuare a messaggiare con i miei amici. Parlare a tavola è giusto, ma ci sono anche altri momenti per confrontarsi in famiglia».

Pier Luigi Aragosti e Andreina Ventresca hanno cinque figli - Martina, Daniele, Maddalena, Giuseppe e Giovanni – e non hanno previsto particolari divieti legati all'utilizzo del cellulare a tavola. «Non abbiamo mai avuto grossi problemi in questo senso – dichiarano –. Per fortuna a tavola si riesce a parlare e, solitamente non si viene interrotti dal suono del cellulare. E' ovvio che, un conto è ricevere una telefonata mentre si mangia, un'altra è estraniarsi dal contesto per chattare con gli amici. La telefonata, magari imprevista, ci può stare. I messaggini o i giochi a tavola invece no».

«In ogni caso – aggiungono – serve grande buonsenso da entrambe le parti. Mettere troppi divieti non serve, ma è giusto rispettare regole minime per vivere al meglio il momento del pasto in famiglia, come dice Papa Francesco».

Parole ribadite da Carlo e Lucia Bocchi. «Il ragionamento di Papa Bergoglio è corretto e condivisibile, perché i momenti in cui una famiglia riesce a dialogare con tranquillità non sono tanti nel corso di una giornata – affermano – Serve però uno sguardo aperto per gestire al meglio delle situazioni che, in molti casi, sono legate a precise fasi della vita dei giovani. Avendo dei figli ormai grandi – proseguono - abbiamo superato la fase dell'attaccamento morboso al cellulare e stiamo recuperando dei tempi di dialogo e confronto importanti. E' giusto staccarsi da questi strumenti, ma è altrettanto giusto evitare una eccessiva enfasi».

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