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Dramma

Pochi mesi fa l'impresa di Luca in ricordo dell'amico morto in volo

03 gennaio 2020, 05:08

Pochi mesi fa l'impresa di Luca in ricordo dell'amico morto in volo

MICHELE DEROMA

Poco meno di due mesi fa, approfittando di una giornata meteorologicamente non consona alla pratica dello «wingsuit», il volo con tuta alare, Luca Barbieri aveva condiviso sulla propria pagina Facebook un post dedicato ai pericoli connessi alla disciplina: il 25enne soragnese, istruttore presso la scuola trentina di volo Brento Base School, li conosceva bene: «Con questo tempo si può fare un po' di teoria» scriveva.

Nel 2016, Luca insieme ad una tra le paracadutiste italiane più famose, Roberta Mancino, e a Sebastian Alvarez, aveva partecipato come finalista al talent show «Tu sì que vales», ricevendo i convinti applausi dei quattro giudici: i tre erano atterrati con precisione millimetrica nel campo antistante gli studi Mediaset. Da quella giornata sono passati oltre tre anni, nei quali il 25enne aveva maturato grande esperienza, unita tuttavia alla consapevolezza dei rischi che questo sport comporta. E che purtroppo sono impossibili da eliminare.

«Fino all'ultimo abbiamo sperato che non fosse lui», parla Alessandro, uno degli amici d'infanzia di «Barbo», sconvolti dopo aver appreso della tragedia di Caltanissetta: «Luca era una bravissima persona. Ci frequentavamo non appena tornava a Soragna, ma negli ultimi tempi, per seguire la sua passione per gli sport estremi, si era allontanato dal paese». Quella passione portava Luca in giro per il mondo: «Quando ci vedevamo, ci raccontava dei viaggi in programma e dei posti da poco visitati».

La notizia della tragica scomparsa di Luca Barbieri, giunta a Soragna nel primo pomeriggio di ieri, ha rapidamente fatto il giro del paese, sconvolgendo l'intera comunità, dove Luca era molto conosciuto insieme ai propri familiari – il padre Mauro, artigiano, la madre Emanuela (dipendente in un panificio) e la sorella Sara studentessa universitaria di 22 anni – che il giovane aveva raggiunto nei giorni scorsi, per trascorrere con loro le festività natalizie. «Ciao Luca, ora vola più in alto che puoi», recita solo uno dei tanti messaggi giunti ieri pomeriggio sui social.

Proprio sulla propria pagina Facebook, Luca Barbieri amava condividere i video dei suoi voli: pochi mesi fa aveva vissuto una straordinaria esperienza in Arabia Saudita, e aveva scelto di dedicarla ad un altro appassionato di wingsuit, Angelo Grubisic, che avevo perso la vita pochi giorni prima in volo. Luca non poteva immaginare che di lì a poco avrebbe incontrato lo stesso, tragico destino.

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