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STAGIONE LIRICA

Carlo Ventre, il Calaf di Turandot

04 gennaio 2020, 05:03

Carlo Ventre, il Calaf di Turandot

GIULIO ALESSANDRO BOCCHI

A sostenere il ruolo del principe Calaf, in Turandot, sarà il tenore uruguaiano Carlo Ventre che da venticinque anni è impegnato in una prestigiosa carriera internazionale.

Come si è avvicinato alla lirica?

Sono tenore da quando avevo dodici anni. Cantavo in una chiesa in Uruguay e a quattordici anni una signora che lavorava nel coro del teatro ha sentito la mia voce e mi ha detto che avrei dovuto studiare canto. Mi ha portato alla scuola dell'opera e da lì... è partito questo male inguaribile!

Come è arrivato poi in Italia?

Ho fatto qualche concorso, ma la mia famiglia era poverissima e non avevo i soldi per uscire dal mio paese. Ho provato a chiedere un biglietto alla compagnia aerea che mi ha ricevuto dopo un mese e alla fine mi hanno dato un biglietto che arrivava fino a Madrid da dove poi ho passato la Francia con treni locali. Quando sono arrivato a Ventimiglia (ancora non avevo il passaporto italiano) ho trovato un poliziotto italiano che leggendo che ero un cantante lirico mi ha chiesto di cantare, se volevo passare, e io gli ho cantato “Che gelida manina”.

Qual è il suo rapporto con quest'opera che ha da poco cantato anche in Cina?

È una delle opere che amo di più di Puccini: l'ho fatta tante volta e con grandissimi soprani come Giovanna Casolla. È un ruolo che ti prende, difficile e complesso: bisogna stare molto attenti ed essere in perfetta salute. È un ruolo che mi sta molto bene, anche se devo essere al 100% per dare il meglio anche in un'aria che tutti aspettano, ma le soddisfazioni sono maggiori delle preoccupazioni, se no sarebbe meglio non cantare.

Come sarà caratterizzato in questo allestimento?

Questa è una produzione molto statica: ci saranno al massimo tre movimenti con le braccia. Calaf si risolverà con il canto e nella voce: è questo che dipenderà da me, il resto sarà una scelta del regista al quale sono legato.

Per certi aspetti questo può aiutare a concentrarsi sull'aspetto vocale...

Certamente, anche se alcuni movimenti come alzare le braccia e aprire il petto possono favorire la fonazione. Le prove sono importanti per riuscire a dosare le nostre energie: è un discorso energetico prima ancora che vocale.

Cosa si aspetta dal pubblico di Parma?

É sempre Parma e c'è una grande tradizione e una grande conoscenza. Porto un grande rispetto in tutti i posti in cui canto, ma deve essere innanzitutto un rispetto per me: bisogna stare bene con sé stessi per potere donare qualcosa al pubblico. Bisogna donare un sentimento, un'emozione e se questo non avviene l'esecuzione può essere perfetta, ma non dice niente. In teatro è l'emozione che deve vincere.

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GIULIO ALESSANDRO BOCCHI A sostenere il ruolo del principe Calaf, in Turandot, sarà il tenore uruguaiano Carlo Ventre che da venticinque anni è impegnato in una prestigiosa carriera internazionale. Come si è avvicinato alla lirica? Sono tenore...

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