Sei in Gweb+

Influenza

In attesa del picco, tutti a letto con bronchiti e mal di gola

06 gennaio 2020, 05:08

In attesa del picco, tutti a letto con bronchiti e mal di gola

VITTORIO ROTOLO

Dalle nostre parti, il picco influenzale è atteso per le prossime settimane. Al momento sono appena tre i casi isolati all’interno del laboratorio universitario, che dall’ottobre scorso ad oggi ha esaminato circa 190 campioni biologici. «Si tratta di campioni derivanti dai casi sospetti individuati dai medici “sentinella”, quelli di medicina generale ed i pediatri di libera scelta. Oppure prelevati su pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere» spiega Silvia Paglioli della Profilassi e malattie infettive dell’Ausl di Parma.

«Parliamo peraltro di ceppi presenti nelle dosi di vaccino distribuite durante la campagna in corso - fa notare la Paglioli - Il vaccino utilizzato offre quindi una valida copertura rispetto ai virus che stanno circolando».

«PIENONE» PER LE FESTE

All’Ospedale Maggiore di Parma, fra Natale e Capodanno, sono state comunque giornate di intenso lavoro, con un considerevole aumento degli accessi al Pronto soccorso di pazienti alle prese con forme parainfluenzali: problemi alle alte vie respiratorie, soprattutto per quanto concerne gli anziani dai 70 anni in su; bronchioliti e disturbi gastrointestinali, invece, per i più piccoli.

«Nei giorni festivi abbiamo registrato fino a 130 accessi in 24 ore, in quelli feriali circa 80. La stragrande maggioranza per sindromi parainfluenzali. Sono numeri rilevanti» osserva Icilio Dodi, direttore della Pediatria generale e d’urgenza del Maggiore.

«Diversi i casi di bambini fra i 3 e i 10 anni con infezioni tipiche della stagione invernale, come le bronchiti, o con disturbi gastrointestinali: febbre, vomito e diarrea. Ma abbiamo avuto pure piccoli di pochi mesi con virus di tipo respiratorio sinciziale che causano bronchioliti».

L’influenza e le sindromi parainfluenzali non possono in alcun modo essere sottovalutate, specie quando ad esserne colpiti sono gli anziani. Tanto più se affetti da patologie pregresse. «In questi casi, l’attenzione deve essere massima» dice Tiziana Meschi, direttrice del Dipartimento geriatrico-riabilitativo del Maggiore. «Se una situazione di questo genere si verifica in un paziente già gravato da particolari patologie, dallo scompenso cardiaco al diabete, dall’ipertensione alle infezioni alle vie urinarie, il quadro clinico rischia di complicarsi. La presenza di sintomi legati ad insufficienza respiratoria, che richiedono l’uso di ossigeno, comporta prudenza, nell’ottica di una eventuale dimissione».

NO AGLI ANTIBIOTICI

Sconsigliata l’assunzione degli antibiotici, «una terapia che in questi casi, il più delle volte, non è affatto indicata, perché contribuisce a creare resistenze» sottolinea la Meschi. «Se non ci sono segni allarmanti, come la difficoltà a respirare, nelle prime 48-72 ore il malato può essere gestito a domicilio, con antipiretici ed aerosol. Se i sintomi dovessero persistere, occorre rivolgersi al proprio medico curante».

La stessa cosa vale per i bambini. «I bambini molto piccoli - ricorda Dodi - andrebbero tenuti lontani dai luoghi molto affollati, dove il rischio di contagio è più alto».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

VITTORIO ROTOLO Dalle nostre parti, il picco influenzale è atteso per le prossime settimane. Al momento sono appena tre i casi isolati all’interno del laboratorio universitario, che dall’ottobre scorso ad oggi ha esaminato circa 190 campioni...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal